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Chi ha ordinato l’omicidio di Fabrizio Piscitelli? Chiesta l’archiviazione per i tre presunti mandanti

Chi ha ideato, commissionato e pagato l’omicidio mafioso di Fabrizio Piscitelli? Chi ha voluto togliere di mezzo uno dei narcos più importanti della capitale, sicuramente il più in vista? Per ora la domanda rimane senza risposta, a processo solo Raul Calderon, accusato di essere l’esecutore materiale dell’omicidio di Diabolik.
A cura di Redazione Roma
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Chi ha ordinato l'omicidio di Fabrizio Piscitelli conosciuto come Diabolik? Chi ha pagato per premere il grilletto il 7 agosto del 2017? Chi voleva togliere dallo scacchiere del narcotraffico romano una delle pedine più importanti? Per ora sono domande destinate a rimanere senza risposta. Terminate le indagini vengono archiviate le posizioni di Alessandro Capriotti, detto "er Miliardero", di Leandro Bennato ras dello spaccio di Primavalle e Giuseppe Molisso, altro broker della cocaina legato alla camorra impegnato nel rifornire le piazze della capitale in concorrenza con Piscitelli. Secondo gli investigatori le prove non sono sufficienti per procedere, e la "scadenza del termine massimo delle indagini non permette la ricerca di ulteriori elementi di prova utili per corroborare gli elementi acquisiti".

Le indagini hanno si stabilito il rapporto tra i tre e il comune interesse a fermare la scalata di Diabolik, sempre più sicuro di sé e arrogante, tanto da arrogarsi il ruolo di paciere tra gruppi criminali, ma non prove sufficienti per sostenere l'ipotesi investigativa secondo la quale er Miliardero avrebbe attirato Piscitelli in trappola, mentre Bennato pagava il killer Raul Esteban Calderon agendo negli interessi anche di Molisso.

Nonostante la testimonianza chiave della compagna di Calderon, che ha raccontato come l'uomo le avrebbe detto di aver ricevuto 100.000 euro da Bennato, a cui andavano aggiunti altri 4.000 euro mensili, la posizione dei tre uomini forti della criminalità romana per ora viene archiviata in attesa che emergano possibili nuovi elementi. Per ora il processo va avanti ma solo contro quello che è ritenuto l'esecutore materiale dell'omicidio del narcos che studiava da "Re di Roma", ma la cui ascesa è stata fermata con un'esecuzione mafiosa.

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