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Aggiornamenti sul caso Emanuela Orlandi

Caso Orlandi, la pista dei “cinematografari” e il regista con la Bmw: ascoltato conoscente di Emanuela

Continuano gli accertamenti da parte della commissione d’inchiesta sui casi di scomparsa di Orlandi e Gregori. Ascoltato oggi il marito della figlia di alcuni dipendenti della direttrice della scuola di musica di Emanuela, un contatto fra la ragazzina scomparsa nel 1983 e quella conosciuta come la pista dei “cinematografari”, con il regista con la BMW metallizzata.
A cura di Beatrice Tominic
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Emanuela Orlandi.
Emanuela Orlandi.
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La commissione bicamerale d'inchiesta sui casi di scomparsa di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori resta sempre più convinta che, almeno per quanto riguarda Orlandi, il rapimento si avvenuto per ragioni da ricercare nell'ambito della pista sessuale. Che ci sia qualche legame con il Vaticano, le commissarie e i commissari per il momento sembrano non essersi espressi. Nel frattempo, però, continuano a passare al vaglio le altre piste. Oggi ad essere analizzata è stata quella definita come "dei cinematografari", che vedrebbe dei contatti fra la quindicenne scomparsa a Roma dal Vaticano il 22 giugno 1983 e alcuni registi.

Ad essere convocata questa mattina, la persona che potrebbe aver rappresentato l'anello di congiunzione fra i cosiddetti cinematografari ed Emanuela Orlandi. Si tratterebbe di Alfonso Montesanti che, nel 1983, era sposato con la figlia dei coniugi che lavoravano nella scuola di musica, rispettivamente factotum e impiegata nella segreteria di suor Dolores (morta alla fine degli anni Ottanta, ricordata anche per le raccomandazioni alle studentesse della scuola di non avvicinarsi a Don Vergari, ndr), la direttrice della scuola di musica Ludovico da Victoria, frequentata da Emanuela Orlandi. All'epoca, invece, Montesanti lavorava come tecnico del suono e, saltuariamente, nell'ambiente cinematografico.

Emanuela Orlandi a sinistra, a destra don Vergari.
Emanuela Orlandi a sinistra, a destra don Vergari.

Cos'è la pista dei "cinematografari" nel caso di Emanuela Orlandi

Fra i vari filoni di indagine, quella dei cinematografari vede la presenza di un regista che avrebbe potuto conoscere Emanuela Orlandi e frequentato la zona della scuola di musica Ludovico da Victoria. Gli inquirenti hanno iniziato a pensare che potessero esserci persone che provavano a muoversi all'interno della scuola per cercare di adescare i suoi allievi e le sue allieve per qualche film.

L'audizione di Montesanti arriva perché, secondo alcuni, la figlia dei due dipendenti della scuola avrebbe rappresentato come comparsa in diversi film pornografici, secondo quanto riportato da un'informativa della polizia. La ragazza studiava canto con Emanuela Orlandi, erano vicine di posto. Lui, invece, come anticipato, lavorava come tecnico del suono e, saltuariamente, nell'ambiente cinematografico.

"Non so se fossero amiche con mia sorella – ha raccontato l'altro figlio della coppia che lavorava per Suor Dolores – Ma con i miei genitori non appena appresa della scomparsa di Emanuela Orlandi avevamo pensato che potesse esserci la mano di mio cognato". Un'ipotesi avanzata, in quello stesso periodo, anche dal padre dei due, factotum alla scuola, che si diceva a conoscenza degli "ambienti traviati" frequentati dalla figlia.

Chi è il regista con la BMW metallizzata sotto alla scuola di musica

La ragazza, oltre ad essere sposata con Montesanti, aveva un amico regista di 52 anni, conosciuto l'anno prima su un set. Sembra che i due ebbero una storia, finita con il matrimonio della ragazza. Il cinquantaduenne, però, è rimasto in buoni rapporti sia con la ragazza che con la sua famiglia.

Emanuela Orlandi e l’identikit. Secondo alcuni potrebbe assomigliare allo zio, Mario Meneguzzi, ma i testimoni non lo hanno mai identificato come la persona che si trovava con la ragazzina prima della scomparsa.
Emanuela Orlandi e l’identikit. Secondo alcuni potrebbe assomigliare allo zio, Mario Meneguzzi, ma i testimoni non lo hanno mai identificato come la persona che si trovava con la ragazzina prima della scomparsa.

Secondo quanto raccolto dagli inquirenti, il regista avrebbe raggiunto la scuola di Ludovico da Victoria alcune volte. Sarebbe arrivato a bordo della sua BMW a due porte di colore verde chiaro metalizzato. La stessa vista il giorno della scomparsa di Emanuela Orlandi. La stessa su cui viaggiava, secondo quanto descritto da Alfredo Sambuco e Bruno Bosco, quello che è stato definito ragazzo dell'Avon e che, secondo alcuni, assomiglierebbe allo zio di Orlandi, Mario Meneguzzi.

Lo zio di Emanuela Orlandi, Mario Meneguzzi a sinistra.
Lo zio di Emanuela Orlandi, Mario Meneguzzi a sinistra.

Il giorno della scomparsa di Emanuela Orlandi, però, aveva venduto la BMW verde e, da dieci mesi, era in possesso di un'altra BMW metallizzata, stavolta grigia. Il regista stesso ha raccontato di essere andato a scuola, per accompagnare la ragazza o suo padre rispettivamente ai corsi o al lavoro, almeno quattro volte.

L'audizione di Alfonso Montesanti in commissione bicamerale

"Ho conosciuto il regista, me lo ha presentato quella che era mia moglie, io sapevo che faceva il regista, ma non ho mai lavorato direttamente con lui", ha dichiarato Alfonso Montesanti. "Dopo un po' scoprii che faceva film a luci rosse, ma io non li ho fatti, anzi non ci giurerei nemmeno che fosse lo stesso regista – ha sottolineato – Magari si tratta di un regista che quando faceva film normali usava il suo nome, quando faceva quelli a luci rosse, quelli di serie B, usava uno pseudonimo".

Con Patrizia, anche lei interrogata insieme a tutte le persone che orbitavano intorno alla scuola nel 1983, sebbene monsignor Valentino Miserachs, l'insegnante di canto corale di Orlandi, spesso abbia assicurato di non essere mai stato ascoltato, il matrimonio è durato un mese. Entrambi avevano problemi di tossicodipendenza in quel periodo.

A sinistra monsignor Miserachs, a destra i manifesti con Emanuela Orlandi.
A sinistra monsignor Miserachs, a destra i manifesti con Emanuela Orlandi.

Il matrimonio e la vita con la figlia dei dipendenti della segreteria di Suor Dolores

"Ci siamo sposati quasi controvoglia, perché c'era la possibilità di avere dei soldi dalla zia di Patrizia che era affezionata. Mio padre non è neanche venuto, non era d'accordo. È stata una cosa forzata", ha puntualizzato. "Non ho più visto quelle persone, come tutto il resto che girava intorno a quel periodo. Per me erano ricordi spiacevoli, ho cercato di allontanarli", ha poi precisato ancora.

"All'epoca abitavamo un po' dove capitava, in albergo, in casa di amici..ero stato mandato via da casa dei miei. Frequentavamo piazza San Cosimato a Trastevere perché era un luogo di spaccio, la mia vita in quel periodo era dedita solo a quello, a rimediare un po' di soldi e trovare le droghe  – ha spiegato – Noi cercavamo giusto una dose al giorno, per tirare avanti, non eravamo proprio considerati, entravi in contatto con esponenti di livello se magari compravi qualche etto", ha risposto quando poi gli è stato chiesto se fosse mai entrato in contatto con esponenti della Banda della Magliana.

Enrico De Pedis.
Enrico De Pedis.

Le foto mostrate in aula: l'autista di Renatino De Pedis e Marco Fassoni Accetti

Nel corso dell'intervento, sono state mostrate le foto di Marco Sarnataro, autista di Enrico De Pedis, e Marco Fassoni Accetti, il fotografo romano che più volte ha detto di essere coinvolto nel rapimento. L'uomo, però, non ha riconosciuto nessuno dei due. Soltanto guardando Accetti ha ammesso: "Potrei averlo visto".

È la seconda persona che non esclude di conoscere Accetti. Prima di Montesanti, a riconoscerlo, forse anche più chiaramente, era stato Giuseppe Calì il barista del locale dei genitori di Sonia De Vito, la migliore amica di Mirella Gregori. Sarebbe stato un frequentatore assiduo del bar. La sua identità resta avvolta da un alone di mistero: il suo nome compare in diversi cold case della capitale degli anni Ottanta e Novanta, fra cui anche quello di Ketty Skerl trovata morta un anno dopo.

Marco Accetti ed Emanuela Orlandi.
Marco Accetti ed Emanuela Orlandi.

Di Sarnataro, invece, si era già parlato in commissione anche dopo l'audizione del magistrato Giancarlo Capaldo. Sarebbe stato lui a rapire e consegnare a Renatino De Pedis Emanuela Orlandi per conto di prelati in Vaticano. Secondo alcuni, Sabrina Minardi in primis, sotto l'ordine di monsignor Marcinkus.

Sabrina Minardi.
Sabrina Minardi.

Interrogato sulle ipotesi dell'epoca, Montesanti non ha tardato ad aggiungere: "Un ambiente dove si potevano fare queste cose era il Vaticano, ma si diceva così, a livello di chiacchiere, io non l'ho mai frequentato".

Monsignor Paul Marcinkus.
Monsignor Paul Marcinkus.
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