Casa del Jazz, scavi per rimuovere il terreno franato. Pietro Orlandi: “Profondo 13 metri, non è facile”

Sono ripresi questa mattina, giovedì 12 marzo, gli scavi alla Casa del Jazz a Roma. Gli operatori lavorano per rimovere del terreno franato. Oggi sul posto c'è anche il prefetto Lamberto Giannini insieme ai carabinieri e ai vigili del fuoco. Dalle prime informazioni emerse sembra che il terreno sia consistente, ossia compatto e stabile. "Il muro di accesso era stato buttato giù e sono in corso verifiche sugli altri muri evidentemente molto più risalenti nel tempo, ci sono cioè muri più recenti e altri più antichi e vanno datati" spiega all'Adnkronos Giannini. Al lavoro ci sono anche gli archeologi dell'Università La Sapienza e il personale della Sovraintendenza.
Il figlio del giudice Adinolfi: "Supporto del prefetto risposta importante dello Stato"
Gli scavi il cui svolgimento è raccontato passo dopo passo da Fanpage.it sono in corso all'interno di una galleria sotterranea a ridosso della villa che un tempo è appartenuta a Enrico Nicoletti, cassiere della banda della Magliana. Scavi che sono cominciati a novembre 2025. A dare lo spunto agli investigatori è stato l'ex magistrato Guglielmo Muntoni, ora presidente dell'Osservatorio sulle politiche per il contrasto alla criminalità economica della Camera di Commercio di Roma. Secondo lui in quell'area sarebbe presente una galleria chiusa circa trent'anni fa.
Una nascondiglio che si pensa la banda della Magliana abbia usato per armi e gioielli e che potrebbe occultare anche il corpo di Paolo Adinolfi. Si tratta del magistrato scomparso nel 1994 e mai più ritrovato. "Il prefetto ci ha manifestato il suo massimo supporto – ha commentato il figlio del giudice Adinolfi, Lorenzo – È una risposta importante dello Stato. Se tutti ci avessero messo in questi anni lo stesso impegno che ci ha messo lui forse non saremmo qui".
Pietro Orlandi: "Stanno scavando, non è facile"
A commentare la ripresa degli scavi alla Casa del Jazz è anche Pietro Orlandi, fratello di Emanuela, la quindicenne vaticana scomparsa il 22 giugno del 1983: "Stanno scavando, non è facile perché devono scendere tredici metri sotto e almeno una decina di metri verso l'esterno – ha detto Orlandi a La Presse – Non pensavo fosse così profondo". Pietro Orlandi ha preso parte alle operazioni nella Casa del Jazz perché tra le ipotesi c'è quella che nella galleria possano trovarsi anche i resti di sua sorella.
"Stanno cercando di superare la frana e devono mettere in sicurezza la zona. Scavano a mano per ora. Ci stanno mettendo un impegno enorme e lo fanno con solidarietà e affetto. C'è un bel gruppo là dentro che sta lavorando e che vuole arrivare a togliere qualunque dubbio e di arrivare a qualcosa. È importante che ci sia la volontà a non lasciare niente di intentato".