Botte a giornalista per la felpa antifascista e minacce alla compagna col neonato: a processo Luca Marsella di CasaPound

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Luca Marsella, portavoce nazionale di CasaPound, è stato citato in giudizio insieme ad altre due persone per l’aggressione al giornalista Alessandro Sahebi avvenuta all’Esquilino. Durante l’episodio è stata minacciata anche la compagna Francesca Bubba, che aveva in braccio il figlio di sei mesi.

Luca Marsella, portavoce nazionale di CasaPound e tra gli esponenti del Comitato Remigrazione e Riconquista, è stato citato in giudizio per l’aggressione al giornalista delle Iene Alessandro Sahebi, avvenuta la sera del 24 ottobre 2025 in via Merulana, nel quartiere Esquilino, mentre si trovava insieme alla compagna, l’attivista e scrittrice Francesca Bubba, e al loro figlio di appena sei mesi. Sahebi aveva raccontato di essere stato avvicinato da tre persone di CasaPound, che gli avevano intimato di togliere o coprire la felpa con la scritta “Azione antifascista” e, al suo rifiuto, lo avevano colpito.

Secondo quanto ricostruito, durante l’aggressione è stata minacciata anche Francesca Bubba, che in quel momento aveva il figlio in braccio. In seguito alla denuncia presentata dal giornalista, la Procura di Roma avrebbe individuato i tre presunti responsabili: tra loro ci sarebbe proprio Marsella, che sarebbe stato anche la persona che avrebbe rivolto le minacce a Bubba. I tre sono stati citati in giudizio. L’aggressione fu particolarmente brutale e aveva suscitato profonda indignazione. Sahebi e Bubba si trovavano nel quartiere Esquilino e, in quel momento, il giornalista stava facendo una foto alla compagna, quando sono stati avvicinati da tre persone che gli hanno intimato di togliersi la felpa. Lui si è rifiutato e, a quel punto, prima gli hanno dato uno schiaffo e poi hanno continuato a minacciarlo. Sin da subito, dal tenore dell'aggressione e dalle parole usate, è stato chiaro che si trattava di qualcuno che proveniva dalle realtà organizzate dell'estrema destra romana.

Marsella, ex consigliere del Municipio X, era stato anche tra i partecipanti alla conferenza stampa sulla remigrazione prevista alla Camera dei deputati il 30 gennaio 2026, organizzata dal deputato Domenico Furgiuele per presentare la proposta di legge razzista promossa dal Comitato Remigrazione e Riconquista. L’incontro non si tenne dopo l’occupazione della sala stampa da parte di parlamentari delle opposizioni e la successiva chiusura della sala per ragioni di ordine pubblico.

A dare notizia della citazione in giudizio è stato proprio Sahebi. "“Fagli togliere la felpa, sennò son ca**i”. Con queste parole un soggetto aveva minacciato Francesca, mentre teneva in braccio nostro figlio. Pochi secondi prima mi aveva colpito violentemente al volto. La mia colpa? Indossare una felpa che a loro non piaceva. Secondo le indagini il soggetto di questa coraggiosa azione è Luca Marsella, portavoce nazionale di Casapound Italia. La questione, per la procura, ha radici politiche. Sia chiaro: la sede di Casapound a Roma non dovrebbe essere sgomberata perché abusiva. Nella capitale esistono occupazioni che danno un tetto agli ultimi (e anche le famiglie nello stabile, per quanto “antipatiche”, per me non meritano di finire in mezzo ad una strada). La sede di Casapound a Roma andrebbe chiusa perché è un avamposto quasi militare di un organismo politico che fa della violenza il proprio principale canale di azione. Il mio è un caso fortunato, perché ho fatto un video in primis ma anche perché ha avuto eco. Ma chi abita a Roma, e soprattutto chi abita in quel quartiere, sa quanto il loro modo di agire stia diventando una vergognosa normalità".

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