"Ti telefonano e ti chiedono di andare a riprendere prima il bambino a scuola, dicendo che è meglio per lui che non stia tante ore senza una persona al suo fianco". A parlare è Stefania, la mamma di Carlo, un bambino autistico, che non può restare in classe come i suoi compagni fino alla fine della lezione, perché non ha nessuno che lo segua per la riduzione nelle scuole delle ore dell'Oepa l'assistente all'autonomia e alla comunicazione. Con la ripresa del nuovo anno scolastico, terminata l'esperienza della didattica a distanza durante il lockdown, famiglie con bambini disabili hanno segnalato a Fanpage.it i disagi per i figli costretti a restare a casa e per genitori che non possono andare a lavorare, perché sono costretti a rimanere a casa con loro.

Taglio orizzontale di ore, a tutti i bambini hanno tolto un po' assistenza

"La scuola non dovrebbe mai arrivare al punto di dire ‘tuo figlio non lo prendo' oppure ‘non posso tenerlo come gli altri bambini' ma per noi la situazione non è una novità" spiega Paola Di Michele, assistente all'autonomia e comunicazione per i bambini disabili. "La situazione ha radici lontane, dipende dal fatto che non siamo internalizzati al ministero, siamo dipendenti di cooperative e rispondiamo a logiche di mercato che non dovrebbero esistere quando si tratta di istruzione, per giunta di bambini con disabilità". E ha aggiunto: "In alcuni municipi è stato applicato il taglio delle ore, che è stato già tentato a gennaio e che adesso approfittando della confusione per l'emergenza coronavirus, è stato attuato. Si tratta di un taglio orizzontale, a tutti i bambini hanno tolto un po' d'assistenza".

Condannata l'Italia per la mancata assistenza di una bambina disabile a Eboli

Un taglio orizzontale quello attuato attuato da parte dei municipi in maniera arbitraria che va contro alle più recenti pronunce della Corte Costituzionale sul tema. Ieri, giovedì 17 settembre, la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo ha condannato l'Italia per non aver garantito l'assistenza a una bambina disabile di Eboli. Mancano poi i dispositivi di protezione individuale, che nel caso delle scuole primarie prevedono  l'utilizzo di una visiera e di un camice.

Di Alessia Rabbai e Filippo Poltronieri