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Badante picchia e insulta una 90enne invalida al cento per cento: “Cretina, apri la bocca”

Insulti, violenze fisiche e psicologiche sono le accuse delle quali dovrà rispondere una 66enne, rinviata a giudizio per maltrattamenti e lesioni su una 90enne invalida.
A cura di Alessia Rabbai
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Immagine di repertorio (iStock)
Immagine di repertorio (iStock)

Una donna di sessantasei anni è stata rinviata a giudizio per maltrattamenti e lesioni. Vittima una novantenne invalida al cento per cento della quale si sarebbe dovuta prendere cura. Ora dovrà rispondere delle accuse a suo carico, difesa dall'avvocata Francesca Maggiorelli. L'anziana sarebbe stata oggetto di minacce e violenze fisiche e verbali.

Comportamenti che secondo l'accusa rappresentata dal sostituto procuratore Pierluigi Cipolla avevano l'intenzione criminosa di ledere psicologicamente e fisicamente la donna. Ricoverata in ospedale per pregresse problematiche di salute, è poi deceduta a settembre del 2023. Uno dei figli della vittima si è costituito parte civile con l'avvocato Cristiano Pazienti. Ieri si è conclusa l'udienza preliminare al Tribunale di Roma e il processo comincerà il prossimo marzo.

Invalida al cento per cento

Secondo quanto ricostruito in sede d'indagine la sessantaseienne di origini ucraine si sarebbe dovuta occupare dell'anziana fragile, andando a vivere con lei nel suo appartamento di via Nomentana nel quartiere Africano a Roma per accudirla giorno e notte. La donna infatti non poteva stare da sola perché invalida al cento per cento e aveva bisogno di assistenza continua. La donna era regolarmente iscritta all'agenzia interinale e i famigliari dell'anziana l'avevano regolarmente assunta fidandosi di lei.

L'anziana insultata e presa a pugni

Come riporta Il Messaggero invece la novantenne aveva lividi su tutto il corpo. Veniva ripetutamente minacciata e insultata con frasi come: "Cretina, apri la bocca!" quando le dava da mangiare. Oltre alle minacce e violenze verbali l'impuatata avrebbe anche picchiato la vittima, colpendola con pugni in varie parti del corpo, compresa la schiena. In un'occasione le avrebbe tirato violentemente i capelli e premuto la testa contro il cuscino.

Violenze che sono emerse solo successivamente, dopo il decesso della novantenne e la denuncia sporta dai famigliari alle forze dell'ordine. Ad insospettirli il racconto dei condomini di aver sentito urla e insulti provenire dall'appartamento in cui vivevano. Raccolte e verificate informazioni e testimonianze si sono chiuse le indagini ed è scattato il rinvio a giudizio.

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