Asilo chiuso all’improvviso alla Bufalotta, la protesta di genitori e maestre: “Vogliamo la verità”

Uno striscione appeso alla recinzione e, con esso, tanti fogli con i disegni dei bambini e delle bambine che, fino al mese scorso, frequentavano l'asilo nido Parco dei Bambini della Bufalotta a Roma. La struttura è stata chiusa da un giorno all'altro, lasciando 118 bambini tra gli zero e i sei anni senza scuola e 25 educatrici senza lavoro che si trovano a vivere in un limbo. "Non hanno ricevuto lo stipendio a febbraio, non sono ancora state licenziate e quindi non possono accettare nuovi lavori o chiedere sussidi di disoccupazione", hanno spiegato nelle scorse settimane a Fanpage.it anche dal sindacato Clap che le rappresenta.
A poco più di un mese dalla chiusura, è stato organizzato il presidio davanti all'ingresso della struttura per chiedere tutte le risposte che mancano e che non sono arrivate dalla Commissione Trasparenza del Comune né durante i confronti con le istituzioni. Da quando l'esperienza dell'asilo si è chiusa così burrascosamente, sono ancora più di dieci i piccoli a casa, che non hanno trovato un posto o disponibilità all'asilo, costretti ad interrompere il percorso educativo. Nel frattempo genitori e comunità educativa chiedono risposte e indagini serie per cercare al verità.
È anche per questo che, come appreso da Fanpage.it, alcuni di loro hanno sporto denuncia a carico della direttrice della struttura e della sua socia per truffa e interruzione di pubblico servizio: la scuola aveva già chiesto i soldi come pagamento per i mesi dell'anno in corso e per l'iscrizione al successivo.

La denuncia delle famiglie dell'asilo: "Servono indagini"
Il presidio davanti all'ingresso dell'asilo Parco dei Bambini Montessori di Bufalotta, struttura attiva nel III Municipio dagli anni Ottanta, ha coinvolto circa cinquanta persone. Oltre alle maestre, presenti anche le famiglie dei bimbi e delle bimbe che frequentavano l'asilo.
"Non vogliamo rimanere in silenzio. Speriamo che le autorità giudiziarie, interessate a vario titolo sulle questioni che riguardano la scuola, riescano ad ottenere le risposte che noi genitori non abbiamo avuto in particolare dalla direttrice e dai soci – sottolineano i genitori dei piccoli – Ci stiamo rivolgendo agli organi di polizia, affinché siano aperte indagini serie sull'accaduto. Inaccettabile che una scuola che si dedica all'educazione dei più piccoli possa chiudere così, in mezzo all'anno scolastico. Le soluzioni per arrivare a giugno c'erano, è mancata la volontà da parte degli attori coinvolti e a farne le spese sono state bambine e bambini".

Il presidio davanti all'asilo: la denuncia delle educatrici
"Continuiamo a denunciare le scelte incomprensibili del Parco dei Bambini Montessori. Per anni le lavoratrici hanno svolto le loro mansioni con professionalità e passione, meritavano molto di più – hanno ribadito dal sindacato Clap – Invece sono state informate dell'apertura della procedura di liquidazione con una pec di tre righe e senza alcuna indicazione chiara sul loro futuro".
Sono venticinque le maestre senza lavoro da un mese che, già da tempo, lavoravano con stipendi in ritardo, tanto da voler ipotizzare uno sciopero prima della chiusura, come fatto sapere a Fanpage.it. "Eppure non hanno mai fatto mancare nulla ai nostri figli", è il commento dei genitori.
Tutti i dubbi sulla chiusura dell'asilo, dalla denuncia al ricorso al tar saltato
Tutto è iniziato con un esposto presentato nel giugno del 2025 che faceva emergere delle irregolarità che riguardavano il terreno e gli immobili, nonostante da decenni si svolgessero controlli e fossero rinnovate le autorizzazioni del caso. "Su questo esposto restano i dubbi: ci chiediamo chi abbia sporto denuncia anonima e perché", è l'interrogativo che si pongono, ormai da un mese, le famiglie.
Ma non è l'unico a restare aperto: "Altro punto oscuro quello del ricorso al TAR, prima annunciato dalla scuola e poi ritirato in fretta dalla direttrice, comunicando alle famiglie e alle insegnanti anzi l'immediata chiusura delle attività (anche la parte privata) proprio a due giorni dall'espressione del giudice che avrebbe potuto aprire scenari diversi".