Arrestata la banda che rubava borse griffate nei negozi del centro aggirando sistemi antitaccheggio

È stata presa la band di cinque ladri che ha svaligiato i negozi del centro della città di Roma e che, in seguito, ha agito anche in alcune città del nord Italia e non solo, come Milano, San Giuliano Milanese, Firenze, Lecco e Lugano. Sono decine i colpi portati a segno, durante i quali hanno rubato borse griffate dai negozi più costosi e hanno fruttato alla banda, composta da ladri di nazionalità mongola e guidata da una donna e suo marito, migliaia di euro. Nella città di Roma, come si legge in un articolo de Il Corriere della Sera, la banda agiva soprattutto nelle boutique di lusso che si trovano nella zona di via Condotti, che arriva a piazza di Spagna e in quella del Pantheon.
Il metodo delle "borse schermate" per aggirare i sistemi antitaccheggio
La banda per ogni furto sfruttava un metodo ormai ben collaudato che assicurava la buona riuscita del risultato. Ogni ladro si presentava nel negozio con una busta in cui, con mano veloce, inseriva l'articolo da rubare, sia pochette che borse di dimensioni maggiori che è in grado di aggirare i sistemi antitaccheggio e permette di uscire con la merce rubata senza che scatti alcun allarme.
Le indagini sulla banda erano cominciate già nel 2019, quando altri due connazionali dei membri della banda erano stati colti a rubare utilizzando la stessa tecnica. Per arrivare all'arresto dei ladri, i carabinieri hanno analizzato le immagini di videosorveglianza dei negozi colpiti, ma hanno anche lavorato esaminando i tabulati telefonici degli indiziati.
L'arresto in flagranza di reato e il business delle borse griffate
Dopo decine di colpi andati a buon fine, i carabinieri della Compagnia di Roma Centro hanno colto in flagranza di reato due delle cinque persone appartenenti alla banda mentre stavano rubando delle borse firmate per un valore complessivo di 50mila euro: per gli altri tre componenti del gruppo, che sono stati comunque rintracciati, sono stati disposti gli arresti domiciliari. La banda è accusata di associazione a delinquere per furti aggravati e ricettazione.
Uno dei destinatari della custodia cautelare è stato, invece, rintracciato nella città di Milano. È soprattutto nel capoluogo lombardo che la merce arrivava subito dopo i furti per essere rivenduta tramite ricettatori: una parte, invece, era spedita addirittura all'estero dove si trova un'altra complice della banda.