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Antonio D’Amato è morto nell’incendio di Colli Aniene tentando di salvare la compagna Lucia

La donna è riuscita a salvarsi, lui è morto asfissiato sulle scale del palazzo. La signora Lucia è stata soccorsa ed è tra i dieci pazienti ricoverati al policlinico Umberto I, ma non è in pericolo di vita seppure è tuttora in osservazione. Il figlio ha riferito all’agenzia LaPresse che sua madre sta molto meglio.
A cura di Enrico Tata
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Antonio D'Amato, Foto Facebook
Antonio D'Amato, Foto Facebook

Sarebbe morto tentando di salvare la compagna dalle fiamme, Antonio D'Amato, l'unica vittima, per ora, dell'incendio divampato ieri a Colli Aniene. Stando a quanto riporta il Messaggero, l'anziano avrebbe cercato una via di fuga per sé stesso e  per Lucia, 73 anni, cercando di arrivare sul tetto, ma senza riuscirci poiché l'unica via di accesso era bloccata, forse da un'impalcatura.

La donna è riuscita a salvarsi, lui è morto asfissiato sulle scale del palazzo. La signora Lucia è stata soccorsa ed è tra i dieci pazienti ricoverati al policlinico Umberto I, ma non è in pericolo di vita seppure è tuttora in osservazione. Il figlio ha riferito all'agenzia LaPresse che sua madre sta molto meglio, sembra essere uscita dalla fase acuta e ha anche inviato un messaggio di rassicurazioni sulla sua salute.

Da una decina di anni Lucia e Antonio frequentavano insieme il centro anziani di Colli Aniene. "Amavano i corsi di cultura, filosofia, i mercoledì letterari. Poi hanno creato un bel gruppo affiatato di bridge", ricorda al Messaggero il responsabile. Stando a quanto ricostruito, i due stavano mangiando insieme quando l'incendio è scoppiato all'interno del palazzo, per motivi ancora da accertare. Hanno provato a scappare, ma lui è morto sulle scale. Coperto da ustioni su tutto il corpo, ci sono volute diverse ore prima di risalire alla sua identità. D'Amato, nato a Velletri, aveva 80 anni.

Secondo l'ultimo bollettino diffuso dalla Regione Lazio, i tre pazienti più gravi sono ricoverati all'ospedale Sant'Eugenio di Roma. Una paziente si trova in Rianimazione, mentre altri due, con ustioni rispettivamente sul 30 per cento e sul 12 per cento del corpo, sono tuttora ricoverati nel Centro grandi ustionati del Sant'Eugenio. Sono meno gravi le condizioni degli altri 15 feriti e qualcuno di loro è stato già dimesso dall'ospedale.

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