Andrea Moretti morto al Colosseo, fra i sette indagati anche il cognato che lavorava con lui

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Andrea Moretti
Gabriele Rossitto, dipendente della stessa ditta della vittima, è tra gli indagati. Si verifica se Moretti lavorasse senza assistenza e senza l’abilitazione necessaria.

È indagato anche Gabriele Rossitto, cognato di Andrea Moretti, nell’inchiesta sulla morte dell'operaio 22enne precipitato da circa dieci metri mentre lavorava al nuovo impianto di illuminazione del Colosseo nella notte fra il 22 e il 23 settembre. Rossitto, anche lui operaio della Quintilio Moretti, la ditta impegnata in subappalto nel cantiere, era presente la notte dell’incidente insieme a un altro collega e potrebbe essere interrogato di nuovo nei prossimi giorni. La procura, che ha aperto un fascicolo per omicidio colposo legato alla violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro, sta verificando se Andrea fosse stato lasciato senza assistenza durante il lavoro in quota e se avesse tutte le abilitazioni necessarie.

La posizione del cognato di Andrea Moretti

Rossitto e l'altro operaio hanno raccontato agli investigatori di non aver assistito direttamente alla caduta. Secondo la loro versione, stavano lavorando dalla parte opposta della parete, su un carrello elevatore, e si sarebbero accorti di quanto accaduto soltanto dopo aver sentito il tonfo del corpo di Moretti sul pavimento del secondo anello.

Proprio questo passaggio, come riportato dal Corriere della Sera, è ora al centro degli accertamenti. Se la ricostruzione venisse confermata, Andrea avrebbe lavorato tra il secondo e il terzo anello, impegnato nel cablaggio dei cavi elettrici, senza che nessuno lo monitorasse da terra, come invece prevedono le norme di sicurezza.

Indagini sulla formazione del 22enne

Un altro nodo riguarda la formazione del 22enne. Gli inquirenti stanno verificando se fosse in possesso dell’abilitazione necessaria per svolgere quel tipo di attività, per la quale sarebbe previsto un percorso di almeno 32 ore. La documentazione relativa a questa formazione, secondo quanto emerge, non risulterebbe nel fascicolo della vittima. La ditta lo avrebbe invece iscritto alla Cassa edile di Roma, oltre che a quella di Teramo dove ha sede l’impresa, come ‘manovale semplice'.

Intanto verranno affidati l’incarico per l’autopsia e gli accertamenti tecnici sull’attrezzatura utilizzata da Moretti. Le verifiche dovranno chiarire se la caduta sia stata provocata da un malfunzionamento dei dispositivi di sicurezza, dalla mancata presenza o dal mancato aggancio della fune, da un errore umano oppure da un malore.

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