Al Colosseo cambia il modello di lavoro dopo la morte di Andrea Moretti: mai più edilizia acrobatica e subappalti
Mai più edilizia acrobatica e subappalti. Il ministero della Cultura cambia il modello di lavoro al Parco Archeologico del Colosseo. La decisione è arrivata dopo la morte dell'operaio ventiduenne Andrea Moretti, precipitato durante degli interventi all'impianto di illuminazione intorno alla mezzanotte tra il 22 e il 23 settembre scorsi. A dare la notizia è la Cgil e Fp Cgil Roma e Lazio, che chiede "di estendere le tutele a tutti i siti della cultura".
Il nuovo modello di lavoro nel Parco Archeologico del Colosseo è stato reso possibile grazie agli accordi sottoscritti tra Ministero della Cultura e rappresentanze sindacali. Un cambiamento radicale, spiega il sindacato, che coinvolge direttamente le aziende impegnate nei cantieri, mettendo in sicurezza le attività e garantendo la piena tutela di tutti i lavoratori, diretti e indiretti, che operano presso il sito, valorizzando il personale anche attraverso l'aumento delle tariffe per i servizi straordinari.
La data della ripresa dei lavori è fissata a martedì prossimo 3 novembre 2026, ma con nuove disposizioni: "Non si farà più ricorso all'edilizia acrobatica, ma gli interventi saranno svolti solo con gru e carrelli, con un'area di cantiere ben delimitata e rigorosamente inaccessibile, e le nuove attività di illuminazione saranno eseguite direttamente, senza più ricorrere alla catena dei subappalti", spiegano Cgil di Roma e Lazio e la Fp Cgil di Roma e Lazio.
Un importante risultato che, proseguono i sindacati, "è il frutto diretto della reazione, della determinazione e della mobilitazione attivata dalle lavoratrici e dai lavoratori del Ministero della Cultura, pienamente consapevoli delle pericolose condizioni di lavoro in cui erano costretti a operare e indignati di fronte all'incredibile e inaccettabile pretesa dell'amministrazione di tenere sempre aperto il sito, qualsiasi cosa accadesse".
L'incidente che ha visto coinvolto Andrea Moretti, morto sul lavoro tragicamente a soli ventidue anni, è accaduto poco più di un mese fa. L'Anfiteatro Flavio, uno dei siti archeologici più visitati e famosi al mondo, è rimasto chiuso per diversi giorni in segno di lutto, vicinanza e solidarietà alla famiglia del ragazzo. Un caso che ha toccato migliaia di cittadini e turisti, che hanno lasciato biglietti e portato fiori per ricordarlo. "Come Cgil e Fp Cgil, dopo aver preteso l'immediata chiusura dell'area, ci siamo impegnati in prima persona nel confronto con il Ministero per spazzare via modalità di lavoro incredibilmente sottovalutate e inadeguate nei siti culturali", continuano dal sindacato.
Poi l'intenzione di proseguire nella stessa direzione: "Ora non ci fermiamo: è il momento di allargare immediatamente il confronto a tutti i siti archeologici e culturali del territorio, dove permangono condizioni operative difficili, gravi rischi per la sicurezza, turni massacranti ed esposizione continua a eventi climatici estremi. La vertenza deve portare a una svolta strutturale per chiunque operi nei luoghi della cultura, dai dipendenti diretti del Ministero a quelli delle aziende collegate, fino ai lavoratori delle ditte d'appalto, di servizio e manutenzione. Per la Cgil e per la Fp Cgil le donne e gli uomini che lavorano vengono prima di tutto e non esiste profitto, esigenza d'incasso o ragione di Stato che possa giustificare il sacrificio della vita e della dignità umana".