Andrea Cavallari in carcere per la strage in discoteca a Corinaldo incendia la cella e aggredisce gli agenti

Andrea Cavallari, detenuto nel carcere di San Domenico di Cassino per la strage di Corinaldo, ha dato fuoco alla sua cella, per poi aggredire due agenti della polizia penitenziaria. L'episodio è stato denunciato dal Sappe, il sindacato autonomo di polizia penitenziaria. Il giovane, che all'epoca dei fatti aveva diciannove anni, l'anno scorso è stato protagonista di una clamorosa evasione dalla casa circondariale di Bologna Rocco D'Amato: una fuga messa in atto approfittando di un permesso per discutere la tesi di laurea, mentre scontava la sua pena di undici anni e dieci mesi alla Dozza.
Il fuoco appiccato con uno sgabello
Stando a quanto riferito dal Sappe, Cavallari avrebbe dato il fuoco a uno sgabello in dotazione alla cella. In poco tempo, l'intero primo piano del reparto isolamento — in cui si trova il ragazzo dopo il tentativo di evasione del luglio 2025 — è stato invaso dal fumo, attivando l'intervento immediato della polizia penitenziaria e delle procedure di emergenza. I detenuti sono stati trasferiti nelle aree passeggio, ma proprio durante una di queste operazioni, l'oggi 27enne avrebbe aggredito senza apparente motivo uno degli agenti, colpendolo con pugni e schiaffi.
Il giovane poliziotto, in servizio da pochi giorni, è stato soccorso da un collega più anziano. A quel punto Cavallari avrebbe afferrato una gamba di un tavolo presa dalla sua cella e si sarebbe scagliato anche contro il secondo agente, colpendolo alla schiena e alle gambe. Bloccato il detenuto, i due poliziotti sono stati immediatamente soccorsi: il referto è di cinque giorni di prognosi per il più giovane, sette per quello più anziano.
Il Sappe: "Chi alza le mani su un poliziotto penitenziario attacca lo Stato"
Donato Capece, segretario generale del sindacato Sappe e Maurizio Somma, segretario regionale per il Lazio, hanno espresso "totale vicinanza e solidarietà ai colleghi feriti. Quanto accaduto a Cassino — hanno affermato — rappresenta l'ennesima dimostrazione di come il personale di polizia penitenziaria operi quotidianamente in condizioni estremamente difficili, esponendosi a rischi altissimi per garantire la sicurezza degli istituti e della collettività. Chi alza le mani contro un poliziotto penitenziario attacca lo Stato e deve essere perseguito con la massima intransigenza".
La strage di Corinaldo, perché Cavallari è in carcere
Andrea Cavallari è in carcere per la tristemente nota strage di Corinaldo. L'episodio, verificatosi nella notte tra il 7 e l'8 dicembre 2018 nella discoteca Lanterna Azzurra, in provincia di Ancona, ha portato alla morte di sei persone adolescenti e una madre. Durante un concerto del trapper Sfera Ebbasta, un gruppo di giovani, tra cui l'allora diciannovenne Cavallari, ha spruzzato dello spray urticante all'interno del locale affollato con l'obiettivo di derubare i presenti approfittando del caos.
L'effetto irritante della sostanza, unito alla ressa, ha spinto centinaia di persone a precipitarsi verso le uscite di emergenza, nel tentativo di fuggire. In quel momento una delle balaustre del locale ha ceduto, facendo precipitare molte persone nella scarpata sottostante. I feriti sono stati 59. Anche i gestori del locale sono stati condannati, per via delle gravi carenze strutturali e di sicurezza del locale: per loro la Corte di Cassazione ha confermato in via definitiva le pene — tra i tre e i cinque anni — per i reati di omicidio colposo plurimo e disastro colposo.