video suggerito
video suggerito

“Alla Fontana di Trevi lavoro sottopagato, precario e senza tutele”: la lettera al sindaco Gualtieri

Alla Fontana di Trevi come negli altri monumenti romani, la denuncia della Cgil: “Lavoro sottopagato e precario, il sindaco Gualtieri faccia qualcosa”.
A cura di Beatrice Tominic
0 CONDIVISIONI
La Fontana di Trevi da adesso a pagamento (Foto: Lapresse)
La Fontana di Trevi da adesso a pagamento (Foto: Lapresse)

Incassi milionari da parte dei turisti, pagamenti bassi e lavoro precario per lavoratori e lavoratrici. Questa è la denuncia della Cgil che, con una lettera pubblica, parla direttamente al sindaco di Roma Roberto Gualtieri affinché possa trovare una soluzione nel minor tempo possibile. Una situazione, quella del lavoro sottopagato nella cultura, che è da tempo noto, ma che non accenna a smettere di stupire. Stavolta nel mirino del sindacato si trova la situazione che vive il personale che si occupa di gestire biglietteria e flussi di persone alla Fontana di Trevi da quando, neanche 20 giorni fa, per accedere è necessario pagare un biglietto.

La denuncia della Cgil: "Chiediamo una rapida soluzione"

"Abbiamo scritto al sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, per denunciare le condizioni di lavoro e chiedere una rapida risoluzione – esordiscono dal sindacato in una nota diffusa tramite social – Le lavoratrici e i lavoratori addetti alla biglietteria, gestione dei flussi e assistenza ai turisti di Fontana di Trevi sono sottopagati".

E poi iniziano ad illustrare la situazione: "Nonostante il servizio sia stato affidato giustamente in house a Zètema, il personale impiegato farebbe riferimento esclusivamente ad H501, una società esterna con cui Zètema ha un accordo quadro scaduto nel 2024, che contrariamente a quanto previsto dal contratto di servizio dell’azienda municipalizzata ricorre in modo massiccio a contratti precari ed applica un CCNL diverso da quello di Zètema, determinando una grave disparità di trattamento sia sul piano retributivo, che su quello contrattuale, non solo presso la Fontana di Trevi ma in tutta la rete dei musei civici dove è impiegato personale di H501″, spiegano.

Cgil sull'accordo col Comune di Roma: "Stanno violando gli accordi"

"Troviamo assurdo che lavorare in uno dei monumenti più importanti del Paese e di fama internazionale possa essere sinonimo di precarietà e paghe basse", aggiungono, indicando come responsabile l'assenza di qualsiasi confronto preventivo di Zètema con le organizzazioni sindacali. "Si tratta di una palese violazione dell’accordo sugli appalti di servizi e forniture che abbiamo scritto unitariamente con il Comune di Roma, a novembre 2025, come anche agli impegni assunti in merito al superamento della precarietà, al contrasto del lavoro povero e al dumping contrattuale nella macchina capitolina e in ogni sua articolazione", ribadiscono.

Mancanza di sicurezza e tutele: "Non hanno neanche l'ombrello quando piove"

Ma agli stipendi e alla precarietà non dimenticano di sottolineare anche la necessità di tutele per la sicurezza. "Ci preoccupano anche le modalità di svolgimento del servizio e la reale tutela della salute e la sicurezza – precisano -Non solo ci sono tutti i rischi del lavoro a contatto con il pubblico ma, come è possibile riscontrare dalla documentazione ufficiale, le lavoratrici e i lavoratori sono stati forniti di ombrelli, lasciando intendere che in caso di maltempo non abbiano alcuna postazione chiusa dove ripararsi e che debbano continuare ad operare sotto la pioggia. Tutto ciò è inaccettabile. Ci aspettiamo che Gualtieri intervenga concretamente per risolvere questa situazione", hanno poi concluso.

Smeriglio: "Tutto in regola"

Sulla questione è intervenuto l'assessore alla Cultura di Roma Capitale Massimiliano Smeriglio: "In merito alla segnalazione della Cgil sul personale impiegato alla Fontana di Trevi, è necessario chiarire alcuni punti per noi fondamentali. Innanzitutto, il servizio di accoglienza e biglietteria è attivo nell’ambito di un accordo quadro frutto di una gara europea e pienamente vigente fino al 2027, quindi non scaduto. Mentre tutti gli operatori impiegati sono regolarmente assunti a tempo determinato, con applicazione del contratto collettivo nazionale del lavoro, come previsto dall’articolo 11 del Codice dei contratti pubblici, quindi con condizioni assolutamente conformi alla normativa.

Non ci risultano, dunque, dipendenti precari riferibili a H501 presso la Fontana. Sono state inoltre adottate tutte le misure organizzative per garantire sicurezza e dignità del lavoro, con dotazioni adeguate, servizi dedicati e strutture di copertura. Nonostante sia tutto in regola, continueremo a seguire con attenzione l’andamento del servizio attraverso un monitoraggio costante, per garantire che tutele, condizioni contrattuali e standard organizzativi restino pienamente coerenti con gli impegni assunti, a partire dal protocollo sottoscritto con le organizzazioni sindacali. Allo stesso modo consideriamo importante il confronto con le organizzazioni sindacali, alle quali ribadiamo la nostra piena disponibilità ad approfondire ogni eventuale elemento di verifica".

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views