Alberi caduti per maltempo, l’esperto: “Follia pensare a Roma senza pini o platani, ma va fatta manutenzione”

L'ondata di maltempo ha provocato la caduta di alberi anche a Roma. Le piante sono precipitate in vari quartieri, sulle auto, a ridosso delle abitazioni e nel centro storico, come il pino che si è abbattuto al suolo vicino al Colosseo domenica scorsa 4 gennaio o quello precipitato oggi dentro Villa Borghese. Fortunatamente non ci sono state conseguenze gravi per le persone. Fanpage.it ha intervistato il dottor Flavio Tarquini, responsabile scientifico dell'Orto Botanico di Roma, per capire il fenomeno e quali misure mettere in atto per prevenirlo.
Quali sono le specie arboree che hanno risentito maggiormente del maltempo, ci sono quartieri più a rischio caduta di alberature?
Non è possibile fare un quadro esaustivo del territorio di Roma, che è molto vasto e ricco di verde urbano. Possiamo dire che la caduta degli alberi non è un fenomeno specifico di alcuni quartieri romani, ma che interessa in generale le aree con più alberature e maggiore concentrazione di fattori nocivi per la lor salute. Durante la scorsa ondata di maltempo si sono riscontrati danni su alberature prevalentemente stradali.
Quali sono le cause?
Le alberature stradali sono soggette a notevoli stress, perché assorbono le sostanze inquinanti che immettiamo nell'ambiente con le attività antropiche. Da una parte ricoprono un ruolo fondamentale per il miglioramento della qualità dell'aria, dall'altra ciò va a deperimento della loro salute. Uno stress provocato anche dall'eccessivo compattamento del suolo dovuto al calpestio umano o al transito di mezzi. Spesso le radici vanno in sofferenza e si sviluppano in maniera inadeguata rispetto al fusto e alla chioma, con conseguenze sulla stabilità dell'albero. Un'altra causa sono i lavori stradali, gli scavi possono compromettere l'apparato radicale. Per evitare ciò è fondamentale la supervisione di tecnici. L'effetto del danno non è immediato, ma il crollo può verificarsi anche dopo mesi o anni. Altra causa dei crolli possono essere le potature fatte male, nel caso dei platani, per la formazione di cavità interne.
Ci sono alberature inadatte a Roma e con quali potrebbero essere sostituite?
Roma è un museo a cielo aperto, le specie arboree presenti nel contesto urbano fanno parte del paesaggio e come tali vanno tutelate. La tutela delle alberature riguarda anche la sostituzione cadenzata nel tempo degli esemplari ritenuti prossimi a fine ciclo vitale, questo ne prevede una sana gestione con la messa a dimora di nuove piante. Una gestione che va fatta nel corso degli anni, prima che presentino problemi. Immaginare un lungotevere senza platani o via dei Fori Imperiali senza pini è follia. Ogni specie ha determinate caratteristiche e richiede specifiche manutenzioni ordinarie. Solo una corretta gestione ordinaria del verde urbano può prevenire le cadute di alberi in caso di maltempo. Anche se il rischio crolli non si può annullare, lo si può ridurre con potature corrette e periodiche su rami di diametro piccoli, per evitare l'ingresso di patogeni.
Quali sono gli indicatori ai quali prestare attenzione?
Gli alberi di Roma sono monitorati, quelli caduti nei giorni scorsi pare non abbiano dato in genere particolari segnali. Ciò capita perché un albero può mostrare i parametri in ordine per quanto riguarda fusto, rami e chioma, ma avere problemi nel sottosuolo nell'apparato radicale non visibili. Un danno ad esempio provocato dagli scavi mesi o anni prima non è sempre rilevabile dell'agronomo che fa la perizia. Dunque risulta fondamentale una corretta e costante manutenzione ordinaria del verde urbano, chiarendo però che quello della caduta degli alberi in città non è un fenomeno che si può completamente annullare.