“Al Quarticciolo servono case e servizi, non passeggiate con la scorta”, dal quartiere la critica a Don Coluccia
"Don Coluccia è da tre anni che viene al Quarticciolo e non è cambiata una virgola". Fabrizio, abitante del quartiere della periferia Est di Roma e istruttore della Palestra Popolare di borgata, non si unisce allo stuolo di dichiarazioni di solidarietà al prete antispaccio, minacciato e insultato sabato sera durante una delle sue ‘passeggiate della legalità'. "Vorrei chiedere anche ai giornalisti e ai ministri perché non facciano lo stesso con tutte le mamme e le ragazze che vengono aggredite mentre vanno a lavorare la notte o mentre raggiungono i mezzi pubblici, con i ragazzi che vengono rapinati e con le altre persone aggredite nel quartiere", commenta a Fanpage.it.
L'abitante di Quarticciolo: "Noi abbiamo paura, non Don Coluccia"
Il Quarticciolo è da anni noto per la grave situazione di abbandono in cui imperversa e per l'enorme diffusione dello spaccio di stupefacenti. Troupe di telegiornali e operazioni speciali di polizia e carabinieri si alternano quasi ogni giorno. "Sono anni che ci dicono che avrebbero fatto di tutto e non è stato fatto niente. Quindi mi chiedo a che cosa servano queste passeggiate – aggiunge -. La differenza fra quelli come Don Coluccia e noi è che qui ci viviamo, non abbiamo la scorta e la sera dobbiamo comunque tornare a casa. Chi ha paura veramente? Lui, che gira con la scorta, oppure una signora che alle quattro e mezza del mattino deve andare da sola a prendere l'autobus per andare al lavoro?", continua Fabrizio, che in questa piccola borgata fra viale Palmiro Togliatti e la Prenestina ci è nato e cresciuto.
La passeggiata della legalità in compagnia del referente italiano di Elon Musk
A destare sospetti sulle iniziative di Don Coluccia, oltre al fatto che denunciano quanto le istituzioni sanno già bene e per cui sono state stanziate decine di milioni di euro, ci sarebbe anche la compagnia. La sera di sabato 3 ottobre, quando il prete è stato circondato e poi messo in sicurezza dai carabinieri di scorta, con lui c'era anche Andrea Stroppa, informatico e referente in Italia dell'uomo più ricco del mondo, il patron di Tesla e SpaceX, Elon Musk. "Che cosa c'entra Stroppa con la riqualificazione del Quarticciolo? Che ruolo ha? Lui la sera va a farsi i conti con Musk", dice attonito Fabrizio. "L'altra settimana è venuto con Cicalone", youtuber noto per riprendere e inseguire borseggiatori nelle metro di Roma. "A me sembra un giochetto politico".
"Don Coluccia voleva lo sgombero dell'edificio dove facciamo doposcuola gratuito"
Nel dicembre 2024 il quartiere è stato inserito dal governo in una delle otto periferie italiane in cui applicare il decreto Caivano bis. È stato nominato un commissario straordinario, il capo della protezione civile Fabio Ciciliano, è stata aumentata la presenza delle forze dell'ordine, sono stati disposti sgomberi e stanziati tantissimi soldi per lavori di ristrutturazione e finanziamento di progetti sociali. "Tra gli interventi previsti c'era lo sgombero dell'ex Questura di piazza del Quarticciolo, dove noi facciamo un doposcuola gratuito. Don Coluccia è stato tra i primi a invocare lo sgombero di questo palazzo. Per mesi è andato in giro con le sue passeggiate e anche in televisione dicendo che noi attivisti e abitanti del quartiere eravamo criminali al soldo delle piazze di spaccio. Sono accuse e illazioni che respingiamo", prosegue Fabrizio.
I soldi del decreto Caivano ancora non si vedono
Sono 75 i milioni messi in campo da governo, Regione Lazio e Roma Capitale per il Quarticciolo a seguito del decreto Caivano bis. "Dove sono quei soldi?", si chiede. "Perché alla fine chi ci rimette siamo sempre noi. Il degrado vero si crea anche nei posti che le istituzioni hanno abbandonato. Penso alle palazzine di via Ugento: tolgono le persone perché dicono che devono fare i lavori, poi i lavori non vengono fatti e quegli spazi diventano terra di nessuno. È la stessa cosa che è successa a via Tallone". In questa strada del quartiere Tor Sapienza lo scheletro di un edificio mai completato è stato ribattezzato ‘il palazzo della droga' fino allo sgombero della scorsa settimana.
"Quello che succede nelle periferie è il risultato di decine di anni di abbandono. Per il Quarticciolo sono stati stanziati milioni e milioni di euro, ma noi vogliamo capire dove siano questi soldi e dove siano gli interventi. Da due anni a questa parte non abbiamo visto i cambiamenti che ci erano stati promessi. Non mi interessa se le responsabilità siano della destra o della sinistra", punta il dito Fabrizio.
L'attivismo del Quarticciolo contro l'abbandono
Lo spaccio denunciato da Don Antonio Coluccia è già stato denunciato da tempo. Le istituzioni hanno già disposto piani e messo soldi a bilancio. Per questo gli abitanti si chiedono ora a cosa servono queste passeggiate. "Io penso a un modello diverso – prosegue Fabrizio -. Per anni qui c'è stato padre Daniele. La sua lotta non consisteva nell'andare contro gli spacciatori con le telecamere, ma portava centinaia di bambini a fare attività gratuite con la parrocchia. Era un prete presente ogni giorno nel quartiere".
C'è poi un'ampia rete di attivismo che prova ad aiutare ogni giorno i residenti. "Abbiamo appena fatto un festival per lanciare le Officine Quarticciolo, con il recupero degli spazi dei magazzini dell'Opera su viale Togliatti e poi c'è il campo da calcio inaugurato con la società di calcio popolare Borgata Gordiani. Ci attiviamo come possiamo e molte delle cose che esistono qui le abbiamo fatte da soli", sottolinea. "Questo significa che vogliamo stare senza lo Stato? Assolutamente no. Noi vogliamo che lo Stato sia presente e che ci aiuti a vivere meglio. Ma deve fare delle cose concrete. Serve a segnare casa alle persone, serve fare l'asilo nido, serve aiutare la scuola Pirotta, serve riaprire la piscina". Tutte cose per cui passeggiate, megafoni e scorte non bastano.