Affitti a Roma, mercato fuori controllo: “50-100 richieste in due ore per un appartamento”

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A Roma bastano poche ore per ricevere 100 richieste per una casa in affitto. A Fanpage.it Gianluca Sondali (Fimaa) racconta un mercato sempre più difficile.

A Roma bastano poche ore per ricevere decine di richieste per un appartamento in affitto. E in un mercato in cui l'offerta non riesce a soddisfare la domanda, sono sempre più i proprietari a dettare le condizioni e a scegliere chi far entrare in casa, mentre una parte degli aspiranti inquilini rischia di rimanere esclusa. Per esempio Olena, scappata dalle bombe in Ucraina, e Omar, ex sacerdote colombiano. È questo il quadro che emerge dall'indagine di Fimaa (Federazione Italiana Mediatori Agenti d'Affari) Confcommercio Roma e Lazio sul mercato immobiliare, che fotografa una situazione di forte pressione sul fronte delle locazioni a lungo termine, con canoni in netto aumento e un'offerta insufficiente a far fronte alle richieste.

"Se un'agenzia mette in locazione un immobile a un prezzo di mercato, riceve qualcosa come 50-100 contatti nel giro di 2-3 ore", racconta a Fanpage.it Gianluca Sondali, responsabile dell'ufficio studi di Fimaa. "Il nostro lavoro è quello in ogni caso di sottoporre tutte quante le opzioni al proprietario. E poi il proprietario sceglie. Ovviamente non possiamo scegliere noi per lui".

Secondo l'indagine Fimaa, nel secondo trimestre del 2026 le nuove stipule di contratti di locazione a Roma sono cresciute del 6,1%, mentre i canoni medi hanno registrato un aumento del 3,7%. L'offerta, però, continua a essere largamente insufficiente: nel Lazio il 63,8% degli operatori segnala una crescita della domanda, mentre il 45,5% sottolinea una diminuzione degli immobili disponibili.

"Abbiamo un'insufficienza di immobili sul mercato di locazione. Ci sarebbe molta richiesta, ma questa richiesta è anche motivata dal fatto che tante famiglie, per lo più giovani, non si possono permettere, non hanno da parte magari neanche l'acconto per poter fare un mutuo e non riescono a comprare casa", spiega Sondali a Fanpage.it.

Affitti a Roma, pochi immobili e proprietari sempre più selettivi

A pesare sulla mancanza di appartamenti in affitto sono anche i timori dei proprietari: "Purtroppo abbiamo anche tante case libere non utilizzate che potrebbero essere messe sul mercato, però lì ci sono problemi strutturali, politici. Ci sono tutta una serie di condizioni che purtroppo mettono timore ad alcuni proprietari di affittare gli immobili". Il risultato è un mercato con prezzi "folli" e una domanda molto superiore all'offerta.

Il canone concordato rappresenta sicuramente uno strumento che consente di contenere i costi, grazie alla tassazione agevolata per i proprietari. Secondo Fimaa, il 66,6% delle nuove locazioni viene stipulato con questa formula. Ma non sempre i benefici fiscali bastano a convincere i proprietari di casa: "Il proprietario paga il 10 per cento di tasse invece che il 21 e quindi per questo accetta che il contratto sia un po' più basso. Ma altri, invece, preferiscono comunque puntare su canoni più alti e chiedono prezzi di affitto che superano anche di molto i valori dei canoni concordati. Se la differenza è minima riusciamo ad adattarci. Se la differenza è importante, purtroppo in questo momento le condizioni di locazione dettano i proprietari".

Una dinamica che si riflette non solo sui prezzi, ma anche sulla selezione degli inquilini. Arrivano decine di candidature e così il proprietario può scegliere il profilo che ritiene più adatto alle proprie esigenze: "Noi abbiamo l'obbligo di sottoporre tutte le opzioni e poi il proprietario può scegliere. Quindi purtroppo esamina anche il reddito, la busta paga, il numero dei membri della famiglia".

Case in vendita a Roma, crescono i prezzi degli immobili più efficienti

Quanto alle case in vendita, secondo l'indagine Fimaa Roma dovrebbe chiudere il 2026 con 37.600 transazioni, in aumento dello 0,8% rispetto al 2025, e con un incremento medio dei prezzi del 2,3%.

A fare la differenza è soprattutto la qualità degli immobili messi in vendita, in particolare per quanto riguarda l'efficienza energetica. A trainare il mercato sono gli edifici rigenerati e riqualificati, con prestazioni energetiche e digitali elevate: "Queste case hanno una forte attrattiva sul mercato e riescono a essere vendute a prezzi alti, molto alti e comunque in crescita", osserva Sondali.

Al contrario, gli immobili usati che necessitano di interventi importanti possono diventare difficili da vendere. E anche tra le nuove costruzioni si sta aprendo una forbice: "Abbiamo avuto sul nuovo classico un aumento dell'1,5 per cento, mentre sul nuovo con grande efficientamento energetico siamo arrivati al 3,5-4 per cento".

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