Ad Ardea non ci sono medici di base: “Mia madre 91enne costretta a fare 35 km per un farmaco salvavita”

"Mia madre è del 1935, ha 91 anni e ha bisogno di farmaci salvavita. Non può essere costretta a fare 35 chilometri per andare dal medico di base". Silvia Matricardi vive con sua mamma ad Ardea, in provincia di Roma, per la precisione nella frazione di Tor San Lorenzo, a pochi metri dal mare. Qualche giorno fa, senza preavviso, loro e un altro migliaio di cittadini si sono ritrovati senza il loro dottore, a cui l'Asl Roma 6 non ha rinnovato il contratto provvisorio di convenzione. Ma in città non ci sono alternative disponibili e la soluzione più vicina è a Rocca di Papa, a circa 50 minuti di macchina. L'azienda sanitaria, però, fa sapere che ci sono medici in comuni più vicini e che è al lavoro per venire in contro ai pazienti di Ardea rimasti scoperti.
"Senza medico all'improvviso, mia madre ha bisogno dei farmaci"
"Nessun avviso, nessun provvedimento per garantire la continuità del servizio", così è terminato il contratto del medico che aveva in cura Silvia e sua madre. Per tre anni ha lavorato all'interno di un ambulatorio di Tor San Lorenzo, ma, nonostante la disponibilità a restare in pianta stabile, non gli è stato mai proposto un incarico a titolo definitivo. "Gli hanno sempre offerto contratti transitori annuali – aggiunge Silvia – . Questo era il terzo anno e lui, giustamente, a un certo punto ha chiesto di non essere più preso in giro. Anche perché non è di qui, ma residente al Sud".
La mamma di Silvia ha bisogno di farmaci per il controllo della pressione. Una terapia standard, ma delicata. "A volte è necessario che venga cambiato il farmaco: è già successo due volte. Questo richiede controlli frequenti, ma anche un momento di conforto umano, perché le persone anziane si preoccupano".
Il dottore più vicino a Rocca di Papa, a 35 chilometri
Una volta saputo che non si sarebbe più potuta recare nell'ambulatorio a cinquanta metri da casa sua, Silvia si è messa alla ricerca di un nuovo dottore che potesse visitare la madre con la regolarità che serve. Si è quindi collegata al sito dell'Asl Roma 6, competente per il territorio di Ardea, dove ha fatto la scoperta che l'ha lasciata nello sconforto. Solo cinque medici erano disponibili ad accogliere nuovi pazienti. Tutti con ambulatori a Rocca di Papa, Grottaferrata o Frascati.
"Il caso di mia madre è solo uno – continua Silvia -, ma pensiamo anche ai lavoratori che hanno l’influenza con 40 di febbre, o la dissenteria, e hanno bisogno di un certificato di malattia. Giustamente nessuno te lo fa per telefono. Quindi tu devi salire in macchina con 40 di febbre, farti un'ora di traffico per arrivare magari fino a Rocca di Papa partendo da Tor San Lorenzo, poi fare almeno mezz’ora di fila prima di essere ricevuto, e poi risalire in macchina solo per avere un pezzo di carta da portare al lavoro".
Nessun medico disponibile ad Ardea
Sono più di mille i pazienti che adesso risultano scoperti. Rivivono uno spaesamento già avvertito tre anni fa: infatti il dottore era stato chiamato a sostituire Mariano Amici, con posizioni molto scettiche sul vaccino Anti-Covid e per questo sospeso dalla professione. Adesso Ardea, città da più di 50mila abitanti, non ha più medici di base disponibili. "Sono tutti pieni, oppure ‘con delega', cioè assegnabili solo se hanno già in cura un tuo familiare stretto per cui puoi chiedere il ricongiungimento familiare – sottolinea Silvia -. Possibile che non voglia venire nessuno qui? Neanche fossimo nel Bronx".
Una paradossale assenza di un servizio essenziale su cui Silvia non vuole passare sopra. Ha inviato al protocollo dell'Asl Roma 6 una diffida ufficiale a interrompere il rapporto di lavoro con il medico. "È una violazione dell'Articolo 32 della Costituzione, che tutela la salute come ‘fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività', e dei Livelli Essenziali di Assistenzi (LEA) previsti dall'art. 1, comma 1, del decreto legislativo 502/1992″, spiega.
L'Asl indaga sul caso
L'Asl Roma 6 ha risposto dicendo di aver preso in carico il reclamo e a Fanpage.it fa sapere che sono necessarie alcune precisazioni. A partire dall'interruzione del rapporto di lavoro con il vecchio medico di Silvia e sua madre: "La cessazione dell’attività nel Comune di Ardea non è riconducibile a una mancata volontà aziendale di rinnovo – spiega l'Asl -, bensì a una libera scelta del professionista, che nei prossimi mesi trasferirà la propria attività in altro Comune, come previsto dalla normativa vigente".
Ci sarebbe, poi, un'anomalia nei sistemi informatici da cui i medici disponibili più vicini risultavano quelli di Rocca di Papa. Questa anomalia sarebbe il frutto di "un disallineamento legato al codice di avviamento postale (CAP 00040), condiviso tra più Comuni, tra cui Ardea e Rocca di Papa – spiega l'Asl -. In assenza di disponibilità ad Ardea, il sistema ha proposto automaticamente medici operanti in altri territori". Da un controllo manuale risultano, infatti, dottori con disponibilità in comuni più vicini come, ad esempio, Pomezia e Torvaianica.
"Ardea poco attrattiva per i professionisti"
Confermata, però, la grave carenza di medici di base. Un problema nazionale – come confermato da dati della Fondazione Gimbe -, che ad Ardea sarebbe ancor più acuito. "Nonostante gli sforzi messi in campo dalla Direzione Aziendale e dal Distretto sanitario – scrive l'Asl -, il Comune continua a risultare poco attrattivo per i professionisti, determinando una significativa difficoltà nella copertura del servizio. Sono stati avviati nel tempo numerosi tentativi per l’assegnazione di nuovi incarichi, che tuttavia non hanno ancora prodotto gli esiti auspicati".
Insomma, non si capisce bene perché ma in questo comune laziale i medici non ci vogliono lavorare. L'Asl, però, ribadisce di stare cercando una soluzione, sia per indirizzare i pazienti verso dottori di città e paesi vicini, sia per "favorire, ove possibile, una presenza ambulatoriale anche nel territorio di Ardea".