L'abbandono scolastico, è una delle criticità emerse in pandemia. A lanciare l'allarme la Comunità di Sant'Egidio, che pone attenzione sul tema, spiegando che a Roma uno studente su tre rischia di lasciare la scuola. È quanto emerge da una ricerca condotta su 23 città italiane in 12 regioni, che ha coinvolto 2800 studenti che frequentano i centri pomeridiani della Comunità di Sant'Egidio, delle scuole elementari e medie, 1078 nella Capitale. Dai dati raccolti emerge come tra i fattori che portano i giovani a questa decisione ci siano la discontinuità delle lezioni, seguita dalla difficoltà riscontrata in un bambino su due a seguire la didattica a distanza. Circa 1 minore su 4 è considerato a rischio di dispersione per il numero eccessivo di assenze ingiustificate (più di 3 al mese) o perché non frequenta la scuola dall'inizio dell'anno scolastico. Le ore di scuola effettive di lezione sono inoltre molto ridotte: una scuola su nove fino allo scorso dicembre ha rispettato un orario ridotto.

San'Egidio: "Bambini non siano cittadini dimenticati"

"Vogliamo evitare che il bambino sia un cittadino dimenticato – spiega il presidente della Comunità, Marco Impagliazzo – per investire nel futuro vanno messi al centro, prevedendo secondo noi una task force della famiglia per trasformare il Covid in opportunità". A seguito dei dati allarmanti sull'abbandono scolastico, la Comunità di Sant'Egidio ha presentato un decalogo di proposte, che vanno dal recupero delle ore perse a causa dell’emergenza e dal prolungamento della scuola fino a metà luglio, all'inizio anticipato al primo settembre del prossimo anno scolastico; dai recuperi estivi all'impiego di risorse per programmare interventi per le famiglie in difficoltà, con il miglioramento delle azioni di recupero dell’abbandono scolastico. Proposte inoltre l'introduzione della figura dello ‘school facilitator' per aiutare le famiglie e la scuola a evitare che i bambini si perdano, risorse a favore della scuola dell’infanzia, per diminuire le diseguaglianze formative ed educative, l'obbligatorietà della scuola materna dai tre ai sei anni e compiere nelle scuole una vasta campagna di educazione sanitaria.