“A Tor San Lorenzo un signore si fa pagare per mettere gli ombrelloni la mattina presto”: la denuncia di una turista
Nelle settimane centrali di agosto, sulle spiagge libere di tutta Italia la corsa a mettere gli ombrelloni in prima fila si fa spietata. Nella lotta contro chi lascia il proprio "segnaposto" dalla sera prima si sta attivando anche la politica, come l'amministrazione di Porto Cesareo, in Puglia, con un'ordinanza apposita, ma le liti fra i bagnanti sono all'ordine del giorno. A Tor San Lorenzo, frazione del comune di Ardea in provincia di Roma, sembra che il fenomeno abbia raggiunto un livello quasi professionale. "Per un periodo un signore si faceva pagare per mettere gli ombrelloni la mattina presto", racconta Silvia a Fanpage.it, ma neanche la conversione di parte dell'arenile a spiaggia attrezzata ha fermato i furbetti dell'ombrellone.
Anche a Tor San Lorenzo in azione i furbetti dell'ombrellone
Silvia ha una casa al mare in un consorzio di Tor San Lorenzo, a pochi passi da un bellissimo tratto di litorale laziale. Anche qui, come su moltissime altre coste italiane, racconta, "ci sono i soliti furbi che posizionano gli ombrelloni già la sera prima e poi si presentano anche a mezzogiorno. Occupando così il posto a chi magari arriva prima e si vede già tutta la spiaggia presa d'assalto". Silvia e altri bagnanti, consci della legge, li toglievano appena arrivati la mattina presto o alla sera prima di andarsene, "ma era sempre motivo di litigio", aggiunge.
Dopo che il comune di Ardea ha incominciato a inviare un trattore per pulire la spiaggia nelle sere d'estate, è nato anche un racket della prima fila. Un uomo è arrivato a farsi pagare per posizionare gli ombrelloni la mattina presto. Ma, continua Silvia a Fanpage.it, "tale inciviltà quest'anno ha superato i limiti". Una parte dell'arenile è stata adibita a spiaggia attrezzata "inclusiva e gratuita per gli invalidi", spiega. "Le persone hanno il coraggio di posizionare loro ombrelloni davanti allo stabilimento", continua Silvia, che si lascia andare a uno sfogo: "Purtroppo in Italia non c'è nessuno che fa rispettare le regole, quelle ne abbiamo pure troppe ma quando bisogna passare ai fatti nessuno che ci mette la faccia".
Cosa dice la legge sugli ombrelloni lasciati in spiaggia
In effetti, come dice Silvia, la legge italiana regola casi come questo. Come spiegato dall'avvocato Davide Mustari a Maria Neve Iervolino di Fanpage.it, "la spiaggia è un bene del demanio pubblico, appartiene allo Stato, quindi posizionarvi un ombrellone in modo da ostacolarne l'uso pubblico è un illecito". Il principio è ribadito nei regolamenti di varie amministrazioni comunali e, in sintesi, significa che quando si lascia la spiaggia bisogna portare via il proprio ombrellone, sdraio e quant'altro. Lasciare questi oggetti costituisce un ostacolo all'utilizzo di un bene pubblico. "Esiste proprio un illecito amministrativo – aggiunge Mustari -, regolato dall'articolo 1164 del Codice della navigazione che punisce con una sanzione pecuniaria da 1.032 euro fino a 3.098 euro l'inosservanza dei provvedimenti comunali".
Attenzione, però, a come si agisce. Come spiegato dall'avvocato Mustari, "prendere un ombrellone che non ci appartiene, spostarlo, e utilizzarlo come se fosse una cosa propria può integrare il reato di appropriazione indebita. Se lo portiamo via incorriamo nel reato furto. Se lo buttiamo ai margini della spiaggia e lo danneggiamo, si integra il reato di danneggiamento". Che fare, quindi? Fotografare, segnalare al proprio Comune e denunciare alle autorità.