A Roma ci sono zone dove l’acqua è un problema: “Vivo a Tor Marancia, per lavarmi mi sono dovuto iscrivere in palestra”

A cura di Luca Teolato
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A Roma diversi cittadini denunciano da mesi o anni problemi di pressione e vere e proprie interruzioni dell’acqua, con disagi particolarmente gravi per anziani e persone con disabilità. Cittadinanzattiva e il comitato Roma senz’acqua contestano il cambio di regolamento del 2022 e chiedono interventi strutturali sulla rete, mentre Campidoglio e Acea difendono le misure adottate e annunciano progetti sperimentali.

Roma è storicamente riconosciuta come Regina Aquarum. Il legame tra la Capitale e l’acqua ha attraversato la storia millenaria della città, dalla leggenda di Romolo e Remo, scampati dalla piena del Tevere e allattati dalla lupa, fino all’imponente rete di acquedotti, terme pubbliche e fontane. Ma oggi questo legame non appare più così saldo e riconoscibile, almeno per tantissimi romani che da tempo vedono scarseggiare, o mancare del tutto, questa risorsa essenziale dai rubinetti delle proprie abitazioni. Da anni ormai, puntualmente, balzano agli onori della cronaca notizie che descrivono carenze d’acqua di vario genere negli appartamenti. Secondo un report di Cittadinanzattiva Lazio sarebbero oltre 7 mila i cittadini romani coinvolti e il comitato Roma senz’acqua, in un paio d’anni, ha raccolto oltre 450 segnalazioni da altrettanti palazzi della Capitale e quotidianamente riceve testimonianze video relative alle interruzioni idriche o a rubinetti che erogano acqua col contagocce, letteralmente. Numeri significativi di un disagio rilevante. Numeri dietro ai quali ci sono persone e famiglie che hanno già i loro problemi da affrontare quotidianamente, più o meno impegnativi. Tante le segnalazioni dei disservizi ad Acea Ato2, l’ente che gestisce la rete idrica capitolina.

“Uso la doccia da campeggio portatile”

Come rilevato da Cittadinanzattiva e dal comitato per molte ore al giorno in centinaia di palazzi romani, soprattutto quelli di media e grande altezza, la pressione risulta insufficiente per gli usi domestici più comuni, come l’utilizzo della caldaia e degli elettrodomestici in generale e, in alcuni periodi, l’acqua smette del tutto di arrivare. “In molti casi – spiega Elio Rosati, segretario di Cittadinanzattiva Lazio – viene segnalata l’assenza di acqua per intere giornate. Negli ultimi mesi la situazione si è ulteriormente aggravata, vengono segnalate erogazioni giornaliere limitate ormai a sole due o tre ore al massimo. Una condizione inaccettabile in un paese civile che ha inevitabili ripercussioni negative sulla qualità della vita dei cittadini, che diventano un vero e proprio dramma per le categorie più fragili come anziani o disabili”.

Alessandro, 61 anni con moglie e due figli, abita al VII municipio, quartiere Don Bosco. “Sono invalido al 100% – racconta – e da circa 4 anni quando vado a letto l’acqua c’è e poi la mattina mi sveglio senza. Durante il giorno può anche tornare ma capita, a volte, che manchi anche due o tre giorni consecutivi. Facciamo scorta di bottiglie e taniche d’acqua. Abbiamo ovviamente anche problemi con gli elettrodomestici, ho già dovuto cambiare una caldaia ma nel palazzo, di 8 piani, alcuni condomini l’hanno cambiata più volte. Tra l’altro abito al primo piano, so che i problemi di pressione a Roma riguardano maggiormente i piani alti. Nel palazzo abitano molte persone anziane, a turno le aiutiamo andando a prendergli l’acqua alla fontana”. Elisabetta invece abita al quinto piano nel quartiere Ardeatino, al municipio VIII, con marito e figlia, da circa 4 anni non ha acqua l’estate, nonostante l’autoclave privato installato in terrazzo al sesto piano. Sua suocera di 90 anni abita vicino, al terzo piano, e per 4 anni ha avuto difficoltà a farsi la doccia. “La caldaia non partiva per la poca pressione – spiega – e quindi non aveva acqua calda per lavarsi. Ora è stato montato un impianto condominiale di pompaggio per aumentare la pressione, a spese dei condomini, e il problema sembra alle spalle, speriamo”.

C’è chi invece, nel quartiere Tor Marancia, stesso municipio, ha escogitato soluzioni più creative per bypassare i disservizi idrici. “Nel mio palazzo – racconta Lucio, 55 anni – c’è un problema di pressione idrica importante da circa quattro anni. Abito al settimo piano e per farmi la doccia per un periodo mi sono iscritto in una palestra vicino casa aperta h 24 ma ora ha aumentato i prezzi. Adesso uso una doccia portatile da campeggio con batteria e pompa integrata che preleva l’acqua da un contenitore e la fa arrivare al soffione. L’acqua la scaldo con il bollitore. Fortunatamente vivo solo, i miei figli sono grandi. La pressione dell’acqua è bassissima e ho problemi anche con gli elettrodomestici. Di norma poi staccano l’acqua la sera verso le 11 e la riattivano alle 8 di mattina, su questo sono abbastanza precisi, seguono anche il cambio dell’ora da legale a solare e viceversa”, conclude con una punta di amara ironia.

I problemi purtroppo non mancano neanche in pieno centro. Giuliano, una moglie e una figlia dodicenne, abita in un palazzo di 5 piani in via san Martino ai Monti, I municipio, e da aprile ha seri problemi idrici. “Sto al primo piano – spiega – e quindi mi ritengo fortunato rispetto agli altri condomini che hanno già cambiato alcune lavatrici rotte per la carenza d’acqua. Da marzo durante i giorni feriali, escluso il weekend, l’acqua va via dalle 8 di mattina fino alle 11 quando va bene, fino alle 13 quando ci dice male”. Eleonora, sposata con una figlia diciassettenne, abita in un palazzo di 9 piani “con disabili e anziani” a Furio Camillo, VII municipio, e sottolinea un aspetto importante, l’ansia di vivere con la paura che l’acqua possa mancare improvvisamente. “Abito al piano secondo e da circa un paio d’anni l’acqua puntualmente manca di notte, fino alle 5 e mezza di mattina, ma da settembre di giorno va via ogni tanto, magari mentre si fa una doccia o una lavatrice. Comunque io la mattina esco alle 5 per andare a lavoro quindi da due anni uso le taniche d’acqua per lavarmi”.

In un mese arrivate 155 segnalazioni

Ad inizio anno Cittadinanzattiva in un solo mese ha ricevuto 155 segnalazioni inerenti problemi di approvvigionamento idrico nelle case dei romani. “In relazione a quelle segnalazioni – spiega Rosati – sulla base dell'analisi della struttura dei condomini e della natura dei problemi rilevati abbiamo stimato un coinvolgimento tra le 7 mila e le 10 mila persone. Ora siamo giunti a quota 227 segnalazioni, ancora non abbiamo fatto una stima degli utenti coinvolti ma è facile pensare che il numero sia superiore ai 10 mila”. Le segnalazioni al questionario compilabile online sul sito dell’associazione continuano a crescere così come quelle arrivate al comitato Roma senz’acqua che hanno superato quota 450, oltre alle centinaia di testimonianze video sul canale youtube del comitato, tutte uguali, stessa sequenza stesso risultato: una mano che apre il rubinetto ma l’acqua non esce o arriva col contagocce.

Disservizi che durano da mesi o anni a seconda dei casi. Una situazione insostenibile per molte famiglie anche con potenziali rischi igienico sanitari, come già evidenziato in una diffida che Cittadinanzattiva ha inviato al sindaco di Roma Roberto Gualtieri, e altri destinatari. Diffida nella quale si riporta una nota della Asl Roma 2, inviata ad Acea a giugno 2024, che aveva espresso tale rischio in merito a un condominio che subiva disservizi idrici.

Il cambio di regolamento d’utenza "causa principale"

Cittadinanzattiva e il comitato puntano il dito su quello che sembrerebbe il vero cuore del problema. Una modifica al regolamento di utenza approvata a novembre del 2022. Dopo questa modifica Acea "anziché garantire effettivamente al solaio del piano più elevato, di ciascun edificio, il minimo di 5 metri di colonna d’acqua previsto dalla normativa nazionale – spiega il segretario di Cittadinanzattiva Lazio – utilizza come parametro operativo i valori di ‘piezometrica minima’ fissati per ciascun distretto, facendo ricorso a una deroga alla normativa nazionale che, alla luce della documentazione esaminata, non risulta sorretta da specifiche motivazioni tecniche e da una adeguata documentazione che la normativa richiederebbe per poter essere applicata". “In pratica – evidenzia Rosati – si è deciso di introdurre i valori di pressione, di piezometrica minima garantita al contatore, di norma presente al piano terra, mentre la normativa nazionale prevede invece che la pressione minima garantita sia non inferiore a 5 metri dal solaio del piano più elevato di ciascun palazzo”.

Concetto sottolineato anche in un’interrogazione presentata da Fabrizio Santori, capogruppo della Lega all’assemblea capitolina che evidenzia che "la deroga basata sulla quota piezometrica è consentita solo per casi particolari sorretti da specifiche e documentate ragioni tecniche d'area, e non per convenienze gestionali o economiche generalizzate a tutta la città" e che "misurare la pressione al contatore a livello stradale azzera la spinta idraulica per i piani alti".

Roma Capitale sostiene che “la modifica del regolamento d’utenza è stata effettuata nel rispetto dei parametri della normativa nazionale, con l’obiettivo di ridurre gli sprechi e rendere la rete più efficiente e sicura. L’acqua dispersa ha un costo che pesa sul servizio e sui cittadini e una corretta regolazione della pressione consente inoltre di limitare le sollecitazioni sulle condotte e il rischio di rotture”. Una decisione quindi presa anche per tutelare l’integrità delle condotte, che non sembrano essere ad oggi in una condizione eccelsa. "Il problema nasce da un impianto idrico vecchio – prosegue Rosati – che necessita di essere totalmente o massivamente rifatto ex novo. Acea avrebbe dovuto, come prevede la legge nazionale, portare la pressione minima garantita a 5 metri sopra il solaio del piano più elevato. Ma rispettando tale indicazione le tubature sarebbero andate incontro a rotture. La scelta di Acea Ato2 di modificare il regolamento ha avuto l'effetto di scaricare l'onere del trasporto dell'acqua ai cittadini e agli utenti”.

Un ulteriore elemento da approfondire, secondo Cittadinanzattiva riguarda il ruolo di Roma Capitale, azionista di maggioranza di Acea, sul fronte della vigilanza. “Nel verbale di approvazione del cambio regolamento di quattro anni fa – sottolinea Rosati – emerge che l’assessora ai Lavori Pubblici e alle Infrastrutture, Ornella Segnalini, ha chiesto se tale cambio di regolamento avrebbe avuto effetti negativi sull'utenza, ricevendo dal presidente Acea Ato2 rassicurazioni sul fatto che non ci sarebbero stati problemi. Appare evidente che il Comune di Roma non ha vigilato, non ha monitorato e ha preso come dogma, come verità indiscussa le parole di Acea. Il costo del rifacimento degli impianti idrici nella città di Roma è elevatissimo e si è preferito non risolvere il problema alla radice. La politica romana in questo è stata disattenta e poco permeabile alle criticità dei cittadini. Serve una sorta di Piano Marshall delle acque pubbliche a Roma per il rifacimento delle reti idriche – prosegue Rosati – e nel frattempo un ristoro immediato per le situazioni più critiche con installazione di pompe di sollevamento dell’acqua nei condomini a carico di Acea e non a carico dei cittadini che già pagano la bolletta, peraltro aumentata parecchio negli ultimi anni, e devono avere un servizio idrico degno di questo nome”. Anche perché le pompe di sollevamento per migliorare la pressione idrica carente non sono proprio una spesa irrilevante visto che costano decine di migliaia di euro a condominio, con un prezzo che varia ovviamente a seconda dei palazzi e delle necessità.

Campidoglio: "Perdite ridotte dal 34% al 27%"

Il Campidoglio ha dichiarato a Fanpage che a Roma “il servizio idrico integrato (acqua, fognatura e depurazione) costa meno che a Genova e Firenze” e che “gli interventi di efficientamento hanno contribuito a ridurre le perdite idriche dal 34% del 2019 al 27% del 2026, contro una media nazionale del 42%”". "Gli interventi di efficientamento hanno contribuito a ridurre le perdite idriche dal 34% del 2019 al 27% del 2026, contro una media nazionale del 42% – spiega il Comune – Ridurre le perdite significa anche contenere gli sprechi e i relativi costi, che gravano sul servizio e quindi sui cittadini. Gli investimenti hanno inoltre consentito di realizzare nuove infrastrutture: la rete idrica di Fosso dell’Osa (100 utenze e 8 attività economiche), il rinnovo delle condotte a Corso Francia, l’estensione della rete a Borgo Sant’Isidoro e Tenuta Piccirilli, attesa da oltre settant’anni. Le tariffe sono regolate a livello nazionale attraverso l’ente d’ambito e ARERA".

Richiesto consiglio comunale straordinario su emergenza idrica

Lo scorso 2 ottobre l’emergenza acqua si sarebbe dovuta affrontare in Commissione capitolina lavori pubblici. All’ordine del giorno c’era appunto la "problematica della pressione idrica nel territorio di Roma Capitale" ed erano state convocate Acea Ato2 e Cittadinanzattiva Lazio proprio per discutere del problema. Due giorni prima però l’audizione è stata rinviata per "sopravvenuti impegni istituzionali".

“Al momento – prosegue Rosati – non è dato sapere quando verrà di nuovo calendarizzato questo importante confronto. Il 19 ottobre scorso però è stata convocata un’altra audizione in Commissione ma è stata invitata soltanto Acea, senza contraddittorio sostanzialmente. Dopo questo incontro è stato annunciato il lancio di un primo progetto sperimentale all’Esquilino, Pigneto e Appio Latino per affrontare il problema idrico. Mi sembra un po' pochino come risposta e comunque vediamo nei fatti cosa accadrà". Fanpage.it ha chiesto dei chiarimenti ad Acea su tutti gli aspetti della vicenda raccontati in questo articolo. L’azienda risposto inviando il comunicato stampa del Campidoglio che annuncia questo progetto sperimentale.

Il Comune di Roma: "Al via studio su Esquilino, Pigneto e Appio Latino"

In relazione alla domanda specifica, rivolta a Roma Capitale, su cosa fare per risolvere il problema idrico di migliaia di cittadini romani anche il Comune ha citato questo progetto sperimentale sottolineando che Acea, nelle zone interessate, “ha raccolto segnalazioni da 100 utenze condominiali, su un totale di 400 mila utenze” e che “gli interventi si inseriscono nel programma di efficientamento della rete già avviato da Acea”. Il Comune ha spiegato che sono "allo studio interventi mirati sulla rete idrica, con focus in primis su Esquilino, Pigneto e Appio Latino". È stato individuato un progetto mirato a ottimizzare la distribuzione idrica nel quartiere Esquilino che prevede la realizzazione di una nuova condotta per creare un “sotto-distretto idrico” finalizzato a stabilizzare i livelli di pressione – precisa la nota – Il prossimo 28 ottobre la Conferenza dei Sindaci dell’ATO2 sarà chiamata ad approvare il programma degli interventi 2027-2029 nel quale è inserito anche questo progetto da realizzarsi nel corso del prossimo anno. Seguiranno poi specifici progetti per le altre zone individuate, aggiungendo che "parallelamente, Acea distribuirà agli amministratori di condominio, con il supporto dei Municipi, una scheda per approfondire le singole situazioni e individuare possibili soluzioni attraverso un'assistenza diretta. Gli interventi si inseriscono nel programma di efficientamento della rete già avviato da Acea. Nei Municipi VI e VII, dove sono stati realizzati interventi mirati, le segnalazioni relative alle criticità di pressione hanno registrato una netta diminuzione".

Sono due mondi quasi diametralmente opposti quelli descritti da Cittadinanzattiva e comitato da una parte e Campidoglio e Acea dall’altra. Nel frattempo, anche su input di Cittadinanzattiva, lo scorso 13 ottobre i consiglieri comunali di opposizione hanno richiesto alla presidente dell’Assemblea capitolina Svetlana Celli la convocazione urgente di un consiglio comunale straordinario. Un evento appunto straordinario previsto dal regolamento, previa sottoscrizione della richiesta da parte di un quinto dei consiglieri comunali. Nell’oggetto del documento campeggia la motivazione: “Grave e reiterata interruzione del servizio idrico nel territorio di Roma Capitale”. La stessa richiesta è stata fatta al I municipio. Al momento la data della convocazione ancora non c’è.

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