A processo per corruzione l’ex primario del Sant’Eugenio Palumbo: “Indirizzava i pazienti in cliniche private”

Il processo per Roberto Palumbo e Maurizio Terra partirà a ottobre. La procura di Roma ha chiesto e ottenuto il giudizio immediato per, rispettivamente, l'ex primario di nefrologia del Sant'Eugenio di Roma e l'imprenditore. Entrambi sarebbero coinvolti nello scandalo delle tangenti venuto a galla lo scorso 4 dicembre 2025, quando il medico è stato arrestato mentre intascava una mazzetta da un uomo d'affari abruzzese specializzato nel settore delle apparecchiature elettromedicali. Le somme sarebbero state corrisposte al fine di indirizzare i malati bisognosi di dialisi verso alcune cliniche private. Secondo l'accusa, il reato contestato è quello di corruzione impropria.
Tremila euro a paziente dializzato
Tremila euro a paziente, in banconote da 50 e 100 euro. Tanto varrebbero i malati bisognosi di dialisi per Roberto Palumbo, ex nefrologo dell’ospedale Sant’Eugenio di Roma. Lo stesso avrebbe fatto intendere a Maurizio Terra – amministratore unico della clinica Dialeur, anche lui ora ai domiciliari insieme al dottore – che era quello il prezzo da pagare per dirottare i dializzati verso la sua struttura privata, scoraggiando i trattamenti a domicilio. Stesso atteggiamento nei confronti di Carmelo Antonio Alfarone, altro imprenditore da cui è partita la denuncia: l'uomo ha accusato Palumbo di averlo costretto a consegnargli circa 700mila euro, minacciandolo di non indirizzare più i pazienti dimessi dal Sant'Eugenio presso i suoi centri di cura.
Il sistema Palumbo: non solo mazzette
Ma non ci sarebbero solo i soldi. E non ci sarebbe solo la Dialeur, di cui Palumbo possedeva il 60%. È più lunga la lista dei benefit che, secondo gli inquirenti, i vertici di sei cliniche romane avrebbero concesso al nefrologo per i dirottamenti: tre carte di credito per pagare ristoranti nel cuore di Roma, boutique, spa e alberghi 5 stelle in tutta Italia. E poi l’affitto di un appartamento a due passi da San Pietro a 1.600 euro al mese, una Mercedes, una Smart e una Maserati in leasing. Persino l’assunzione della compagna come consulente, con uno stipendio di 2.900 euro mensili. Per schermare i pagamenti, il primario avrebbe creato anche una società di comodo, la Omnia 2025 Srl.
Sarebbe questo il “sistema Palumbo”, ipotizzato dalla Procura e per il quale in dodici sono stati indagati. Per ricostruirlo, i magistrati hanno disposto oltre un anno di intercettazioni. Al momento, a processo andranno solo Terra e Palumbo. Il Sistema sanitario nazionale è a corto di posti disponibili per la dialisi, ma il dottore non si sarebbe limitato a fornire ai pazienti un elenco delle strutture accreditate, lasciando loro la scelta: per l'accusa la selezione sarebbe stata pilotata in cambio di remunerazioni e utilità.
In rettifica all’articolo pubblicato in data 05/06/2026 su Fanpage, si precisa che il sig. Maurizio Terra non riveste alcuna posizione di “figura apicale” né alcun ruolo, carica o incarico all’interno delle cliniche e delle società facenti capo a Nefrocenter. Nefrocenter smentisce quanto riportato e precisa che il sig. Terra è estraneo all’organizzazione, alla gestione e alla compagine societaria delle proprie strutture.
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