“È quello di mezzo, così vi rilassate, lo amo profondamente e basta”. Ha fatto outing su Facebook affermando di amare profondamente un uomo. Nulla di strano se non fosse che il protagonista di questa storia è l'ormai ex sacerdote iraniano Armin Eshaghpoor, in servizio dal 2015, anno della sua ordinazione, fino ai mesi scorsi nella diocesi di Reggio Emilia. Come riporta La Gazzetta di Reggio, già il 30 novembre scorso, sempre sulla stessa pagina del social network, Armin aveva segnalato con tanto di cuoricino azzurro “l’inizio di una relazione”. E a chi gli chiedeva “non vuoi più fare il prete?”, lui rispondeva “la relazione era già iniziata ma ora è più sicura la situazione”.

31enne, Eshaghpoor era ordinato in cattedrale a Reggio Emilia dal vescovo Massimo Camisasca il 23 maggio 2015. Nei suoi pochi anni di sacerdozio, in ambito diocesano aveva collaborato con le parrocchie reggiane di San Giuseppe e dell'Immacolata Concezione, oltre che a Sassuolo. Era poi stato chiamato a occuparsi dell'oratorio di Novellara, sempre nel Reggiano. Ma pian piano si è accorto che l’abito talare non faceva più per lui. In realtà l’ex sacerdote aveva chiesto già da mesi a monsignor Camisasca la sospensione dal ministero, poi  concessa dal vescovo. Come si legge sui media locali, Eshaghpoor, proviene dall’arcidiocesi di Esfahan dei Latini di Teheran: dopo avere studiato contrabbasso e violino diplomandosi al conservatorio nella sua città, ha cominciato a sviluppare la vocazione leggendo il prologo di Giovanni su un Vangelo scritto in persiano regalatogli da un amico. Quindi l’arrivo in Italia per un sacerdozio breve così come la sua vita pastorale ormai conclusasi.