Polonia, il parlamento boccia la legge che vieta l’aborto
Il diritto all'aborto in Polonia è salvo: i parlamentari di Cracovia hanno infatti respinto a larga maggioranza la proposta sul divieto assoluto di interruzione di gravidanza che aveva fatto scattare una durissima protesta in tutto il paese da parte delle donne. Il provvedimento era stato proposto all'esame del parlamento dal partito conservatore PiS, Prawo i Sprawiedlywosc, cioè Diritto e Giustizia, forza politica che in Polonia ha la maggioranza assoluta ma che è stata costretta a fare marcia indietro dopo le manifestazioni che hanno visto scendere in piazza centinaia di migliaia di donne, non solo femministe ma anche cattoliche e conservatrici. “Le manifestanti ci hanno fatto riflettere, e ci hanno dato una lezione di umiltà”, ha ammesso Jaroslaw Gowin, ministro di Scienza e Pubblica istruzione. “Non siamo mai stati favorevoli a una politica che punisca le donne”, ha detto Tomasz Latos, deputato di Diritto e Giustizia, mentre il leader del partito Jaroslaw Kaczynski ha aggiunto: "Pis è e sara' sempre dalla parte della vita ma l'impatto del divieto di aborto può essere contrario ai risultati desiderati".
La legge vigente sull'aborto è già estremamente restrittiva e consente l'interruzione di gravidanza solo in presenza di un grave pericolo di salute per la donna incinta, di malformazioni gravi del feto, o se la gravidanza è la conseguenza di stupro o incesto. La riforma del diritto all'aborto proposta dal governo e approvata la settimana scorsa in prima lettura, chiedeva invece un divieto pressoché totale d’interruzione di gravidanza: l'aborto sarebbe stato legale solo in caso di pericolo diretto per la vita della madre, mentre tutte le altre fattispecie non avrebbero consentito di interrompere la gestazione. Se fosse stata approvata in via definitiva, la legge avrebbe sancito una gravissima regressione per i diritti delle donne polacche.