"Ogni picconata al Partito democratico è un favore fatto a Salvini. Questa è la pura verità, e quindi più si colpisce il Pd, più si rafforza la destra. Poi ognuno si assumerà le sue responsabilità". Il segretario del Pd Nicola Zingaretti ha rilasciato un'intervista a ‘La Stampa' mentre si trovava ancora a Washington, replicando all'intervista di Matteo Renzi uscita ieri sullo stesso quotidiano, dove il leader di Italia viva ha spiegato di voler fare al Pd quello che Macron ha fatto ai socialisti, cioè togliergli i consensi.

Zingaretti sostiene che "non si possa governare tra avversari politici". Il segretario dem continua invece a pensare che i dem siano in Italia "il principale pilastro intorno a cui si può organizzare un'alternativa ad una destra fortissima, che a piazza San Giovanni ha fatto una proposta al Paese ben chiara, alla quale occorre dare una risposta molto netta" e che non via sia "un'alternativa alla destra italiana che non passi da un nostro forte protagonismo".

Quanto a Renzi, Zingaretti ritiene che un partito come Italia viva "che fonda la propria identità in negativo sugli altri non abbia molto futuro" perché "chi fonda la propria forza sulla critica degli altri probabilmente ha poco di positivo da dire su se stesso". Circa la similitudine con gli Anni Venti del secolo scorso, con la destra all'arrembaggio, Zingaretti afferma poi che "ci sono alcuni fattori drammaticamente simili: la crisi economica, la ricerca dell'uomo forte, la frammentazione della politica, l'incapacità della politica di capire che occorre fare un salto in avanti netto, per dare una risposta alle persone. Io voglio uscire dalle beghe quotidiane, la vera sfida e' ricostruire la speranza che le cose possono cambiare. Questo può sconfiggere le destre, non le divisioni nel campo del centrosinistra o le furbizie". Sulle quali aggiunge: "Io non voglio distruggere Italia Viva. Non siamo noi che colpiamo il Matteo sbagliato, ma lui che punta l'obiettivo sbagliato. Io lotto contro Salvini, lui contro il Pd".

E sulle imminenti elezioni emiliane che si terranno il 26 gennaio 2020, il segretario dem si dice certo che "vincerà Bonaccini" perché "è stato non solo un ottimo presidente, ma sta impostando la compagna elettorale per il bene dei suoi cittadini, contro le invasioni da fuori di chi dell'Emilia Romagna non gliene frega niente". Infine anche una battuta sul governo Conte: "Quello che l'Italia si aspetta da questo esecutivo è una visione comune, per riaccendere la crescita e indicare un nuovo modello di sviluppo che a mio avviso deve fondarsi su una nuova economia verde".