Vannacci manda un segnale a Meloni per il Quirinale: “Sarebbe un ottimo presidente della Repubblica”

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Il generale Vannacci lancia un segnale di avvicinamento al centrodestra per una possibile alleanza elettorale alle Politiche e la ‘incorona’ per il Quirinale: “Ha dimostrato carisma, notevoli capacità, quindi potrebbe essere anche un ottimo presidente della Repubblica”.

Piccole mosse di avvicinamento, dopo lo scontro a distanza dei giorni scorsi sulla legge elettorale. Il generale Vannacci invia un segnale alla premier Giorgia Meloni per una possibile alleanza alle prossime elezioni e lo fa tirando in ballo uno dei progetti più importanti per la premier: il Quirinale nel 2029.

"Perché no? Penso che" Giorgia Meloni "abbia dimostrato carisma, notevoli capacità, quindi potrebbe essere anche un ottimo presidente della Repubblica", ha dichiarato il leader di Futuro Nazionale a È sempre Cartabianca su Rete4, rispondendo a una domanda sull'ipotesi di sostenere la leader di Fdi per il Colle. Alla domanda se Meloni, in caso di candidatura, potrebbe contare "sicuramente" sull'appoggio di Futuro Nazionale, Vannacci ha risposto così: "È una delle eventualità possibili".

Che la premier accarezzi questo sogno non è un mistero. Che lo dicano i suoi è quasi scontato, come ha fatto poco tempo fa il presidente del Senato Ignazio La Russa, il quale ha detto senza mezzi termini: "Secondo me diventerà presidente della Repubblica non questa volta, ma la prossima". Ma che Meloni possa ricevere ‘l'endorsement' da uno dei suoi principali competitor del momento, il leader del partito che più potrebbe ostacolare la vittoria del centrodestra alle prossime elezioni nel 2027 è meno ovvio. Anche perché nei giorni scorsi il fondatore di Futuro Nazionale ha attaccato direttamente il centrodestra per aver presentato l'emendamento alla legge elettorale sui ballottaggi, presentandola come modifica anti-Vannacci e "mossa della paura", nel tentativo di arrestare la galoppata di Futuro Nazionale, arrivato all'8% in pochi mesi: nel caso in Fn si presentasse da solo alle elezioni, l'idea sarebbe quella di accaparrarsi i voti che raccoglierebbe al primo turno.

I vannacciani continuano a ripetere comunque che Meloni non potrebbe fare a meno di un'alleanza con Futuro Nazionale. Lo ha detto anche pochi giorni fa a Fanpage.it Massimiliano Simoni, considerato il vice di Vannacci e coordinatore nazionale del partito: "Ora, l'onorevole Fazzolari, stretto collaboratore di Meloni, in merito a un possibile accordo con Futuro Nazionale, avrebbe affermato ‘Meglio perdere che perdersi'. Io penso invece che sia esattamente l'opposto, se Meloni non fa l'accordo con Vannacci e perde le elezioni è finita, perde tutto il partito e si scioglie come neve al sole. E non è detto che Vannacci la voglia fare un'alleanza con il centrodestra, ma Meloni non può prescindere da un accordo con lui. Soprattutto se continua a coltivare il sogno di andare al Quirinale nel 2029. Perché se Fn sta fuori dall'alleanza, e prende l'8%, con trenta deputati e 10 senatori riuscirebbe a determinare l'elezione del Presidente della Repubblica". Insomma Meloni avrà bisogno anche dell'appoggio di Furturo Nazionale se vorrà sperare un giorno di sedere al Quirinale, raggiungendo un altro record: diventare la prima donna Presidente della Repubblica.

Vannacci recplica al Ft

Ieri il quotidiano britannico Financial Times ha sottolineato come l'ascesa politica di Roberto Vannacci rischi di complicare la corsa alla rielezione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, aggiungendo che il generale intercetta il malcontento economico, il pacifismo e le simpatie filorusse presenti in parte dell'elettorato italiano. Accreditato intorno al 7,6 per cento nei sondaggi estivi, Vannacci chiede di interrompere l'invio di "armi e soldi all'Ucraina" e di riaprire i rapporti economici e commerciali con Mosca. "Senza Vannacci avrei scommesso con una certa tranquillità sulla rielezione di Meloni. Con Vannacci è tutto molto più complicato", ha osservato il politologo Giovanni Orsina, citato dal "Financial Times".

Secondo quanto riferito dal quotidiano, alcuni analisti sospettano inoltre un'influenza di Mosca sulla sua ascesa: "Abbiamo il sospetto che sia un progetto russo", ha dichiarato Nona Mikhelidze dell'Istituto Affari internazionali. Il centro studi European Council on Foreign Relations lo ha definito "un cavallo di Troia dell'influenza russa in Italia", avvertendo che un suo ingresso nella coalizione di governo potrebbe "mandare in frantumi il consenso dell'Ue sulla sicurezza collettiva". Secondo il centro studi, un'Italia influenzata da Vannacci potrebbe bloccare iniziative europee sulla difesa e porre il veto alle sanzioni.

Roberto Vannacci, ospite di È sempre Cartabianca su Rete4 ieri sera, ha commentato definizione di ‘cavallo di Troia russo' usata dal Financial Times: "è un nuovo epiteto": "aspetto ancora uno straccio di prova: la pistola fumante non ce l'ha nessuno e quindi rimangono chiacchiere", ha ribadito il leader di Futuro Nazionale, dopo aver replicato sui social a più riprese al quotidiano della City. "Di qualcosa mi devono accusare. Hanno una paura terribile di me e quindi devono trovare qualche modo per farlo: omofobo, xenofobo, razzista, sessista, misogino. E adesso cavallo di Troia", ha aggiunto Vannacci. A chi gli ha fatto notare che è tra coloro che chiedono di sospendere gli aiuti all'Ucraina, l'ex generale ha replicato: "Magari le famiglie italiane ne hanno più bisogno".

"Non sono filo-russo o filo-straniero, sono filo-italiano. Siccome viviamo in un continente che è vicino alla Russia, credo che avere rapporti distesi con i nostri vicini sia nel nostro interesse", ha ribadito.

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