Il leader di Italia viva Matteo Renzi ha lanciato una petizione per rendere il vaccino contro il Covid obbligatorio. L'ex premier ha criticato durante il presidente del Consiglio Conte, sostenendo che l'esecutivo vuole avvicinarsi alle posizioni dei NoVax. "Se davvero arriveremo al vaccino contro il Covid questo vaccino dovrà essere obbligatorio per tutti. Obbligatorio, non facoltativo. Obbligatorio! Per questo, la nostra deputata Lisa Noja e altri amici hanno lanciato una raccolta di firme affinché più persone possibili facciano pressione sul Governo perché non ci sia nessun passo indietro per strizzare l'occhio ai NoVax. Siamo stati chiusi in casa per mesi e se arriva il vaccino lasciamo libertà di scelta? Non scherziamo", ha scritto Renzi, nella sua Enews settimanale.

Della stessa opinione la ministra dell'Agricoltura Teresa Bellanova: "Il vaccino deve essere obbligatorio. Solo così potremo difenderci al meglio e tutelare chi è più a rischio, le persone più fragili, i nostri anziani, le persone affette da disabilità", ha scritto la ministra, che è anche capo delegazione di Italia viva.

Il vaccino anti-Covid, che potrebbe essere pronto entro la fine dell'anno, secondo il presidente del Consiglio Conte non potrà essere obbligatorio: "Non ritengo debba essere obbligatorio, ma deve essere messo a disposizione", ha detto ieri il presidente del Consiglio nel corso dell’evento. "Se mi dovessero confermare queste proiezioni ottimistiche c’è la possibilità di mettere il vaccino presto a disposizione di tutti e anche di altri Paesi Ue. Quanto presto? Mesi diciamo. Entro l’anno? Speriamo", ha aggiunto.

Fondazione Gimbe critica Renzi

Il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, ha risposto al leader di Italia viva, in merito alla petizione lanciata dal suo partito: "Gli scienziati sviluppano un vaccino efficace e sicuro per il coronavirus, le autorità regolatorie lo approvano, l'industria lo rende disponibile in larga scala, il Parlamento decide se renderlo obbligatorio. L'ottimismo sulle tempistiche è d'obbligo, ma a che serve ora una petizione?", ha domandato provocatoriamente su Twitter Cartabellotta.