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Ucraina, Salvini: “Basta armi, non mandiamo soldati italiani a morire. Macron? Vada lui a combattere”

Matteo Salvini si scaglia contro Macron: “Vuole mandare truppe di terra, lo invito a tacere. Se Macron pensa alla guerra, si metta l’elmetto, prenda la fionda e vada lui a combattere”.
A cura di Pietro Forti
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L'invio di armi in Ucraina torna a essere uno degli argomenti più discussi in questa campagna elettorale in vista delle elezioni europee 2024. Stavolta è stato il leader della Lega Matteo Salvini a mettere in discussione il supporto al Paese, invaso dalla Russia dal 2022, e soprattutto a criticare le dichiarazioni del presidente francese Emmanuel Macron.

"Lavoro per la pace, la risposta non è mandare altre armi. E Macron deve tacere"

"Io lavoro per la pace. La Russia ha aggredito, ha scatenato una guerra. Sicuramente non accetterò mai che qualcuno mandi un soldato italiano a combattere e morire in Ucraina, perché il 2024 dev'essere l'anno della pace – ha spiegato il vicepremier – Quindi spero che si mettano a un tavolo a discutere e facciano tacere le armi e le bombe".

Poi l'affondo sull'invio di armi contro l'invasione russa, che secondo Salvini non sono la via per arrivare alla fine del conflitto. E contro Macron, che ha parlato di invio di contingenti di terra per contrastare i soldati di Vladimir Putin. "Sicuramente la risposta non è mandare altre armi. E sicuramente Macron quando apre bocca fa un danno. Io non voglio che l'Italia e l'Europa entrino in guerra, non voglio lasciare ai miei figli la terza guerra mondiale. Quindi invito Macron a tacere. Se Macron pensa alla guerra, si metta l'elmetto, prenda la fionda e vada lui a combattere".

Già ieri, durante un'intervista a Radio Cusano Campus, il segretario leghista si era schierato contro il presidente francese, principale avversario politico della sua alleata in Europa, Marine Le Pen: "Non sono mai d’accordo con Macron quando ipotizza l’invio di soldati e di truppe di terra a morire in Ucraina. Mai in nome mio, mai in nome della Lega". Il ministro, tuttavia, aveva aggiunto che il sostegno al Paese guidato da Volodomyr Zelensky non era in discussione: "Stiamo sostenendo l’Ucraina fin dall’aggressione con aiuti economici, militari, umanitari e io stesso, da ministro, sono già in contatto col ministero delle Infrastrutture ucraino per dare una mano alla ricostruzione a guerra terminata".

Calenda: "Se questa è la posizione di Salvini, il governo Meloni è finito"

Le parole del vicepremier fanno discutere. Dall'opposizione arriva la reazione dura di Carlo Calenda, leader di Azione, che tira in ballo la tenuta dell'esecutivo: "Se questa è la posizione ufficiale di Salvini il governo di ⁦Giorgia Meloni è finito – commenta l'ex ministro – Sulla linea di politica estera non ci possono essere fratture così rilevanti".

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