Tutto quello che non torna nel caso di Delmastro e il ristorante aperto con la figlia di Caroccia

È scoppiato un nuovo caso che coinvolge Andrea Delmastro delle Vedove. Dopo la condanna in primo grado nel caso Cospito e il caso dello sparo di Capodanno, ora l'attenzione mediatica e politica si è spostata sul sottosegretario alla Giustizia di Fratelli d'Italia per una società fondata a dicembre del 2024. Il problema si concentra sulla socia di Delmastro, Miriam Caroccia, figlia di Mauro Caroccia, condannato in via definitiva per intestazione fittizia con aggravante mafiosa.
Il caso del ristorante, chiamato Bisteccheria d'Italia, e soprattutto del coinvolgimento del sottosegretario finirà davanti alla commissione Antimafia in Parlamento. Le opposizioni hanno chiesto le dimissioni dell'esponente di FdI, ma Giorgia Meloni lo ha difeso, come aveva fatto la sorella Arianna poche ore prima – pur ammettendo che avrebbe dovuto essere più "accorto". Da quando il caso è scoppiato, però, sono emerse diverse contraddizioni che finora né Delmastro né il governo hanno chiarito.
La società fondata a Biella con una diciottenne
Ciò che sappiamo, rivelato inizialmente dal Fatto quotidiano, è che il 16 dicembre 2024 Delmastro firmò davanti a un notaio di Biella per la nascita della società Le 5 forchette srl. Tra i soci c'erano altri esponenti di spicco di Fratelli d'Italia in Piemonte: la vicepresidente regionale Elena Chiorino, il consigliere regionale Davide Zappalà, il consigliere meloniano a Biella Cristiano Franceschini. E soprattutto c'era la giovane indicata come amministratrice della società: Miriam Caroccia, appena maggiorenne.
Il problema è che la ragazza è la figlia di Mauro Caroccia, imprenditore già pubblicamente coinvolto in un'inchiesta sulla camorra. L'accusa degli inquirenti era che Caroccia usasse i suoi ristoranti, Da Baffo, per riciclare soldi del clan Senese.
Nel periodo in cui nacque la società con Delmastro, Caroccia era stato assolto in appello. Poi la Cassazione avrebbe disposto un altro processo e sarebbero arrivate le condanne, questa volta definitive. Proprio in quei mesi, a novembre 2025, Delmastro prima ha venduto le sue quote a una società di cui era socio unico, poi – tra febbraio e marzo di quest'anno – sia lui sia gli altri esponenti di Fratelli d'Italia si sono tirati indietro. In buona parte, vendendo le proprie partecipazioni proprio a Miriam Caroccia.
La foto di Delmastro con Mauro Caroccia
Il punto è che Delmastro stesso sostiene di non sapere chi fosse la giovane. Si è limitato a dire che era una "ragazza non imputata e non indagata, che poi si scopre essere figlia di". Dunque non avrebbe saputo chi fosse suo padre. L'avrebbe scoperto solo a posteriori: "Nel momento in cui si scopre, immediatamente, per il rigore etico e morale che mi contraddistingue su questa battaglia, mi sono tolto dalla società", ha aggiunto.
Qui però iniziano le cose che non tornano. Non è chiaro come Delmastro conosciuto la socia, né perché abbia deciso di aprire una società con una diciottenne. Nella Bisteccheria d'Italia c'era più di un riferimento a Da Baffo, il vecchio locale del padre della giovane.
Ma soprattutto, Delmastro aveva già incontrato Mauro Caroccia. Era andato a cena nel suo ristorante il 20 ottobre 2023. Lo ha dimostrato una foto, pubblicata sui profili social del locale, in cui lo stesso titolare commentò: "Sottosegretario alla Giustizia Delmastro. Anche lui ha scelto il vero Baffo".
I precedenti di Caroccia difficili da ignorare
Caroccia, vale la pena di ricordarlo, era indagato da anni a quel punto. Era stato arrestato nel 2020 nell'ambito dell'indagine chiamata Affari di famiglia, e le carte dell'inchiesta sul suo conto mostravano un rapporto stretto con i boss Senese. Le condanne hanno confermato che utilizzava i suoi locali per agevolare il riciclaggio di denaro dell'organizzazione camorristica.
È difficile immaginare che non solo un parlamentare, ma un sottosegretario alla Giustizia, non conoscesse la vicenda anche prima delle condanne definitive. O che non si sia informato su chi fossero le parentele di Miriam Caroccia, prima di fondare una società con una diciottenne. E invece è proprio questa la versione di Delmastro: che non avrebbe saputo chi era la ragazza fino a circa un anno dopo, quando ha venduto le sue quote.
Niente comunicazione ufficiale sulla nuova società
Si è aperta anche un'altra questione, solo apparentemente formale. I rappresentanti delle istituzioni sono obbligati, per legge, a dichiarare le loro variazioni patrimoniali. Ogni anno devono fare una dichiarazione in cui chiariscono non solo la loro dichiarazione dei redditi, ma anche eventuali investimenti. È per evitare conflitti d'interesse. Eppure, negli atti depositati da parte di delmastro non risulta la nascita della società Le 5 forchette. Lo stesso vale per gli altri esponenti politici di Fratelli d'Italia.
Le opposizioni hanno chiesto anche il perché di questa decisione. Dal punto di vista dei regolamenti, potrebbe causare una sanzione. Ma gli esperti non escludono che ci possano anche essere ricadute sul piano penale, anche se su questo le norme non sono del tutto chiare.
La posizione di Giorgia Meloni
E Giorgia Meloni, in tutto questo? Alcune ricostruzioni di stampa affermano che la presidente del Consiglio fosse già informata della vicenda. Lei ieri l'ha smentito. Ma, interpellata dai giornalisti, ha semplicemente detto: "A Delmastro viene contestato di aver preso delle quote in un ristorante con dei soci incensurati e di aver, nel momento in cui ha scoperto che non uno dei soci, ma il padre di uno dei soci, aveva dei problemi con la giustizia, venduto quelle quote".
Una ricostruzione decisamente morbida, che omette diversi passaggi. Ma tant'è, la presidente del Consiglio ha concluso: "Quello che si può dire al sottosegretario Delmastro è che forse avrebbe dovuto essere più accorto". Tuttavia, "tra questo e segnalare una contiguità tra il sottosegretario Delmastro, che è sotto scorta per il suo lavoro contro la criminalità organizzata, con ambienti criminali, ce ne passa".