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Opinioni

Tutto quel che c’è di sbagliato nelle parole di Meloni e della destra sugli scontri di Torino

Non ha espresso solidarietà ai manifestanti pacifici aggrediti, ha parlato solo a un pezzo di Paese, ha distribuito responsabilità degli scontri ai partiti di opposizione: difficile rispondere peggio di così. E il motivo di questa risposta è molto semplice.
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L’anziano ferito ieri a Torino. Foto di Mattia Bidoli
L’anziano ferito ieri a Torino. Foto di Mattia Bidoli

Rimettiamo un attimo le cose in ordine, per cortesia.

Primo: a Torino non c’è stata solo la brutale aggressione a un poliziotto. Ci sono stati scontri violenti tra manifestanti e forze dell’ordine in cui sono rimaste coinvolte un sacco di persone, tra cui diversi poliziotti, numerosi manifestanti e pure gente che era lì a lavorare, come i giornalisti Rai colpiti da manifestanti e fotografi colpiti da poliziotti.

Secondo: Meloni e il governo hanno espresso solidarietà SOLO al poliziotto aggredito dai manifestanti, quello la cui aggressione è stata immortalata da un video diventato virale. Al contrario, hanno deciso scientemente di non esprimere solidarietà e vicinanza a tutte le persone aggredite dalle forze dell’ordine, nonostante anche le aggressioni nei loro confronti siano state testimoniate con diversi video.

Terzo:  nel chiedere giustizia per il poliziotto aggredito, Giorgia Meloni ha compiuto un indebita invasione di campo nei confronti della magistratura inquirente e giudicante, decidendo arbitrariamente quale fosse il capo di imputazione dei manifestanti e chiedendo giustizia esemplare per gli aggressori del poliziotto. Per i manifestanti e fotografi aggrediti non ha chiesto giustizia, e per i poliziotti che li hanno aggrediti non ha chiesto pene esemplari.

Quarto: prima che parlasse Meloni il ministro dell’interno Matteo Piantedosi e i giornali della destra hanno accusato i partiti di sinistra di offrire  "coperture politiche ben identificabili” a movimenti antagonisti che "rappresentano l'autentico pericolo per la convivenza civile e per la nostra democrazia": non ci risulta abbiamo fatto lo stesso quando i neofascisti di Forza Nuova hanno assaltato e devastato la sede della Cgil, o quando i militanti di Casaggì hanno aggredito studenti di sinistra a Firenze, o quando i movimenti per la remigrazione hanno organizzato ronde punitive anti migranti. Allo stesso modo nessuno di loro hanno accusato Trump di essere una "copertura politica ben identificabile" dell'attacco al Campidoglio del 2021 o delle violenze dell'ICE a Minneapolis.

Quinto: Meloni ha parlato dei fatti di Torino da leader di partito, non da capo di governo. Ha parlato di "Italia giusta" che sta "sempre" a fianco delle forze dell'ordine.  E poi ha strumentalizzato l’aggressione al poliziotto per attaccare i magistrati a meno di due mesi dal referendum sulla giustizia e per far passare il nuovo decreto sicurezza senza che nessuno fiati, primo fra tutti il Quirinale.

Sesto:mentre Meloni e Piantedosi hanno rivendicato la bontà della scelta di chiudere il secondo spazio autogestito di estrema sinistra o anarchico, i fascisti di Casa Pound continuano a occupare il loro palazzo illegalmente e sono stati invitati in Parlamento dalla Lega a presentare la loro proposta di legge sulla remigrazione.

Settimo (che poi è la somma dei primi sei): a Torino è andato in scena il primo vero tentativo di questa maggioranza di usare un momento di forte tensione politica per dipingere le opposizioni e i giudici come una minaccia per la sicurezza e la democrazia, e il governo si è arrogato il diritto di combattere e depotenziare entrambe. Non preoccupatevi: se anche a questo giro non ci riusciranno, è solo il primo. Ne arriveranno altri, fidatevi.

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Francesco Cancellato è direttore responsabile del giornale online Fanpage.it e membro del board of directors dell'European Journalism Centre. Dal dicembre 2014 al settembre 2019 è stato direttore del quotidiano online Linkiesta.it. È autore di “Fattore G. Perché i tedeschi hanno ragione” (UBE, 2016), “Né sfruttati né bamboccioni. Risolvere la questione generazionale per salvare l’Italia” (Egea, 2018) e “Il Muro.15 storie dalla fine della guerra fredda” (Egea, 2019) e"Nel continente nero, la destra alla conquista dell'Europa" (Rizzoli, 2024). Il suo ultimo libro è "Il nemico dentro. Caso Paragon, spie e metodi da regime nell'Italia di Giorgia Meloni" (Rizzoli, 2025)
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