È polemica a Torino sullo staff dell’assessore regionale leghista Chiara Caucino, con deleghe a Welfare, Famiglia e Bambini. Il suo portavoce, Andrea Lorusso, classe 1991, appare in uno scatto su Facebook inginocchiato a mani giunte davanti alla tomba di Benito Mussolini a Predappio, con tanto di inequivocabile didascalia “Io non ho tradito”. Ma non è il solo indizio della sua passione fascista, che ora imbarazza la giunta di centrodestra piemontese guidata da Alberto Cirio. In uno dei suoi post sul social network si legge: “La donna deve obbedire, parole e pensieri di Benito Mussolini: nel nostro Stato essa non deve contare”. Non mancano le fotografie con la nipote del Duce Alessandra, ma anche con l’alta dirigenza leghista come Matteo Salvini e Armando Siri. In un altro profilo pubblicato sul sito Pugliain.it, Lorusso aggiunge: “Scrivo perché avere un’opinione e farla conoscere è terapeutico contro la superficialità imperante”.

Sui social è già scoppiata la polemica e l’assessore Chiara Caucino ha minacciato di querele chi “collega la mia immagine a una visione fascista del mondo”. Le risponde, tra gli altri, Ludovica Cioria, segretaria dei Giovani democratici: “Assessora, non deve offendersi con noi, deve offendersi per le affermazioni del suo addetto stampa e prenderne immediatamente e pubblicamente le distanze, come assessore, come donna, come politica. Non c'è molto da girarci attorno”. Intanto Lorusso, sempre su Facebook, si difende dal “massacro mediatico” dicendo di non essere fascista e di aver commesso “goliardate da ragazzo, in un Paese che pensavo civile e democratico”.