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Tassa sugli extraprofitti delle banche, la Bce scriverà al governo Meloni per suggerire di cambiarla

Si attende nei prossimi giorni la lettera della Bce sulla tassa sugli extraprofitti delle banche, varata a sorpresa dal governo Meloni. A chiedere un parere tecnico è stato proprio il governo. Il risultato, però, è quasi scontato: in molti casi simili, per altri Paesi, la Bce ha dato una valutazione negativa.
A cura di Luca Pons
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La tassa sugli extraprofitti delle banche deve ancora iniziare il suo percorso in Parlamento, ma le critiche che dovrà superare stanno continuando ad aumentare: dopo lo scetticismo delle banche e di parte dell'opposizione, dopo le dure critiche interne di Forza Italia, Giorgia Meloni (che ha rivendicato la misura come una sua iniziativa) dovrà probabilmente fare i conti anche con una lettera della Banca centrale europea, attesa nei prossimi giorni o al massimo entro due settimane.

Meloni e Tajani si sono incontrati oggi per un incontro chiarificatore, ha fatto sapere oggi Palazzo Chigi: la presidente del Consiglio avrebbe chiarito che l'esclusione del forzista è stata "un caso unico", e i due avrebbero ribadito il loro rapporto "solido". Tuttavia, Forza Italia manterrà la sua posizione contraria alla norma, e l'intervento della Bce non potrà che rinforzarla.

A chiedere un parere della banca centrale è stato il ministero dell'Economia, lo ha confermato lo stesso Mef. La domanda è partita il 10 agosto, giorno in cui la norma è stata pubblicata in gazzetta ufficiale. Nel frattempo un riscontro non c'è ancora stato, ma non è difficile immaginare quale sarà a grandi linee il contenuto della risposta. Innanzitutto perché anche la Bce (come, pare, tutte le altre banche nazionali) non è stata consultata prima di approvare la nuova tassa. E poi perché, in altre occasioni simili con altri Paesi, la banca centrale diretta da Christine Lagarde ha sottolineato tutti i rischi di un'imposta sugli extraprofitti.

Quando la lettera arriverà e avrà un contenuto negativo, aumenteranno i motivi di tensione tra la Bce e il governo Meloni. Nelle scorse settimane, molti esponenti dell'esecutivo non si sono tirati indietro dal criticare la banca centrale per la sua politica di rialzo dei tassi d'interesse, che ha aumentato il costo dei mutui a tasso variabile e sta alla base della decisione di creare la nuova tassa sugli extraprofitti.

Guardando alle altre risposte sul tema date dalla Bce, è possibile anche indovinare quali saranno i contenuti della lettera all'Italia. Innanzitutto, non ci saranno con tutta probabilità delle indicazioni vincolanti (che possono arrivare solo se si viola un trattato dell'Ue), ma solo un parere con osservazioni e suggerimenti. Tuttavia, anche un parere decisamente contrario potrebbe una spinta a chi chiede a gran voce di cambiare la norma – tra cui, come detto, Forza Italia.

Nello specifico, in casi simili la Bce ha detto che è scorretto tassare i margini d'interesse delle banche, perché queste vengono indebolite. Così, in caso di crisi economiche, hanno una minore capacità di resistere e superare i momenti difficili (che possono arrivare anche quando i clienti non hanno più soldi per pagare i mutui). E questo ha un effetto su tutto il sistema finanziario. Un'imposta simile si può pensare se è fatta per scopi specifici, ad esempio finanziare i fondi per le risoluzioni bancarie. Ma se i soldi ricavati dalla tassa devono essere usati per obiettivi generali, come nel caso italiano, allora il parere è certamente negativo.

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