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23 Novembre 2022
12:04

Soumahoro, inchiesta sulle coop. Bonelli smentisce sospensione: “Non sono pentito di averlo candidato”

Angelo Bonelli co-portavoce di Europa verde e deputato dell’Alleanza Sinistra-Verdi ha smentito ai microfoni di Fanpage.it la notizia della presunta sospensione di Aboubakar Soumahoro: “Serve un chiarimento, deve incontrarci”.
A cura di Annalisa Cangemi
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La vicenda del parlamentare Aboubakar Soumahoro, con l'indagine della procura di Latina sulle coop gestite da sua moglie e da sua suocera, preoccupa l'Alleanza Sinistra Italiana-Verdi.

Nelle scorse era circolata la notizia di una sua possibile sospensione dal gruppo parlamentare, poi smentita. Con una nota Si e Verdi hanno fatto sapere che con il deputato ci sarà un chiarimento più tardi in Parlamento. L'inchiesta ruota attorno a presunti casi di sfruttamento dei lavoratori, ad opera della cooperativa Karibu e del Consorzio Aid, in cui avevano un ruolo la compagna di Aboubakar Soumahoro, Liliane Murekatete e la suocera Marie Terese Mukamitsindo. Nel registro degli indagati comunque il nome del deputato, ex sindacalista e attivista per i diritti dei braccianti agricoli, non compare.

Poco fa ai microfoni di Fanpage.it Angelo Bonelli ha specificato che l'obiettivo del suo partito è quello di approfondire la vicenda, chiedendo un colloquio a Soumahoro, colloquio che fino ad ora non c'è stato: "Sono comparse delle notizie stamattina che non corrispondono al vero, che staremmo valutando sospensioni, espulsioni… noi siamo un'alleanza che fa del garantismo un principio importante. Certo, c'è una questione politica su cui è necessario e urgente un confronto con Aboubakar, ci deve delle spiegazioni, non solo a noi, anche a chi ci ha votato. Stiamo sollecitando affinché quest'incontro si svolga il più rapidamente possibile", ha spiegato il co-portavoce di Europa verde e deputato dell'Alleanza Sinistra-Verdi.

Secondo un retroscena del Corriere della Sera, Bonelli cui si sarebbe "pentito" di aver candidato Soumahoro. In mattinata ha commentato così le ricostruzioni: "È un retroscena, come ne sono usciti tanti. Il temo dei migranti e del loro sfruttamento è una questione che non ci può lasciare assolutamente indifferenti, ci indigna. Noi siamo chiaramente schierati da una parte dal lato dell'autorità giudiziaria, dall'altra da chi ha subito sfruttamento. Riteniamo che sia urgente un chiarimento con Aboubakar, comprendiamo il suo stato d'animo in questi giorni, è necessario. Dobbiamo capire dalla sua voce quali sono i fatti e il suo punto di vista, e sulla base di questo confronto fare le valutazioni necessarie".

"Non sono pentito come non penso sia pentito Fabio Fazio, che l'ha invitato a Che tempo che fa, o L'Espresso che ha fatto una copertina con Aboubakar, o Lucia Annunziata che l'ha invitato a In mezz'ora. La sua era la figura di un sindacalista impegnato nella difesa degli ultimi. È subentrata questa notizia gravissima, che ci ha sconvolto, come ci hanno sconvolto tante altre notizie su cui la destra sta speculando molto. Le disfunzionalità dei centri migranti sono anche una responsabilità di chi ha tagliato i fondi, di chi sta cercando di far saltare l'assistenza ai migranti. Poi ci sono questioni che oggi hanno una valenza giudiziaria, vedremo. La giustizia fa il suo corso, noi facciamo politica", ha risposto a una domanda di Fanpage.it.

Il parlamentare si è dichiarato fino ad ora estraneo a tutte le accuse, con un video pubblicato domenica sul suo profilo Facebook: "Mi dite cosa vi ho fatto? Da una vita sto lottando per i diritti delle persone. Vent'anni per strada a lottare per dare dignità alle persone. La mia vita è stata caratterizzata dalla lotta contro qualsiasi forma di sfruttamento. Voi mi volete morto. Ho sempre lottato". 

La vicenda delle coop e le raccolte fondi della Lega Braccianti

Come si diceva Soumahoro non è non è indagato direttamente, ma è finito nella bufera per il coinvolgimento di sua moglie e sua suocera nell'inchiesta, che si concentra sui mancati pagamenti dei lavoratori e sulle cattive condizioni di assistenza nelle coop. Le due donne sono tra le persone indagate in seguito ad alcune denunce partite dal sindacato Uiltucs.

Nel mirino degli investigatori anche la questione della raccolta fondi per la Lega dei Braccianti, sollevata dal sindacato Usb nello scorso gennaio. Lo scorso settembre Fanpage.it ha anche raccolto la denuncia di Sambarè Soumahila, co fondatore della Lega Braccianti.

Secondo le accuse Soumahoro non avrebbe mai mostrato i conti correnti, e non avrebbe mai spiegato come erano stati spesi i soldi delle donazioni: "Io ho fondato la Lega Braccianti, insieme ad Aboubakar ed insieme ad un altro mio collega, Alpha – ha riferito Soumahila a Fanpage.it – lui venne qui e si fece firmare delle carte per poter aprire un conto corrente a nome della Lega Braccianti, fino ad oggi io non so se su quel conto ci sono dei centesimi o ci sono miliardi, non l'ho mai visto, nonostante più volte abbia chiesto ad Aboubakar di poter vedere i movimenti sul conto".

Si tratta di soldi raccolti da Soumahoro nei due anni di pandemia attraverso la piattaforma "GoFundMe", che hanno prodotto diverse centinaia di migliaia di euro di donazioni di persone da tutta Italia e dall'estero. Soldi che secondo le dichiarazioni di Aboubakar Soumahoro sarebbero servite principalmente per portare aiuti umanitari nei ghetti dei braccianti e per organizzare manifestazioni.

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