Secondo l'ultimo sondaggio effettuato Il sondaggio di SWG, e presentato ieri da Enrico Mentana durante il Tg di La7 gli italiani non approvano il modo in cui il premier Giuseppe Conte ha portato avanti la trattativa a Bruxelles per il Recovery fund. Alla domanda "quanto ritiene efficace il modo in cui il governo italiano sta trattando con i partner europei per l’ottenimento di fondi per affrontare le conseguenze della pandemia?" la maggioranza dei cittadini ha dichiarato di essere poco o per niente soddisfatto. SWG segnala che all’interno della maggioranza, sarebbero gli elettori del M5s quelli meno convinti del negoziato che si è concluso questa notte.

Se si votasse oggi, la Lega sarebbe sempre primo partito, al 26,5%, con un +0,2% rispetto alla rilevazione di una settimana fa. Mentre il Partito Democratico, sondato al 19,3% negli ultimi sette giorni ha perso lo 0,3%, stessa percentuale guadagnata dal MoVimento 5 Stelle, che sale al 15,6%. Calo registrato anche da Fratelli d’Italia (dal 14,5% passa al 14,2%) e Forza Italia (al 6% dal 6,3% di una settimana fa) così come Sinistra Italiana/MDP, che perde lo 0,1% e si attesta al 3,6%.

Per quanto riguarda gli altri partiti si segnala la crescita di Azione di Carlo Calenda, in crescita al 3,3%, mentre Italia Viva perde lo 0,2% e va al 3%; anche +Europa (2,4%), Verdi (1,9%) e Cambiamo! (1,2%) fanno registrare una lieve crescita.

Per il 53% degli italiani il Paese riparte, ma lentamente

Secondo un sondaggio condotto nell'ambito dell'Osservatorio Coronavirus nato dalla collaborazione tra SWG e Area Studi Legacoop nella percezione degli italiani il nostro Paese sta ripartendo, seppur lentamente, a causa del peso dalla burocrazia e delle incertezze economiche e politiche. Il 53% degli italiani (63% nel ceto medio alto, 36% nel ceto popolare) ritiene che il Paese, dopo aver affrontato il lockdown, sia ripartito, ma, tra questi, il 48% pensa che lo stia facendo lentamente.

Il 41%, invece, giudica che sia ancora fermo (il 46% nel ceto popolare) e identifica i maggiori ostacoli alla ripresa nella burocrazia (50%), nell'incertezza economica (44%), in un governo senza visione (40%), nella litigiosità politica (35%). Per il 71% degli intervistati poi la pubblica amministrazione non è all'altezza della sfida dell'efficienza necessaria per impiegare le risorse messe a disposizione dall'Unione Europea (il 44% poco, il 27% per niente), mentre il 19% si è espresso in modo positivo e il 10% non ha risposto.

Giudizio analogo sul decreto Semplificazioni: per il 33% sarà l'ennesimo bluff, il 27% pensa che produrrà qualche risultato ma nessuna vera riforma, il 13% che farà il solito pasticcio. L'11% ha invece fiducia che ne scaturirà un deciso cambiamento, mentre il 16% non si pronuncia.

"Certamente non ci voleva un'esperienza simile per convincersi che la burocrazia è forse il principale male di questo paese – ha detto Mauro Lusetti, presidente di Legacoop – occorrono soluzioni prima che l'incertezza pieghi verso la sfiducia o peggio". E che la semplificazione sia un obiettivo importante lo conferma l'alta percentuale (il 64%) di chi pensa che l'illegalità rischia di essere alimentata dalla burocrazia. Riguardo agli strumenti da considerare prioritari per la semplificazione (con la possibilità di dare due risposte), il 44% ha indicato la digitalizzazione (il 51% nella classe di età 18-34 e nel ceto medio alto), il 42% la lotta alla corruzione (48% negli over 55 e 47% al Sud), il 31% procedure di appalto semplificate ed il 29% il ricambio generazionale.