Le elezioni regionali del 20 e 21 settembre non sembrano aver particolarmente pesato sugli equilibri tra le forze politiche a livello nazionale. I sondaggi politico-elettorali mostrano infatti una situazione praticamente invariata: la Lega è confermata il primo partito nel Paese, anche se lontana dai consensi pre-pandemia e a soli cinque punti di distanza dal Partito democratico. Il Movimento Cinque Stelle conserva il terzo gradino del podio, ma Fratelli d'Italia è a nemmeno mezzo punto di distanza. Questo il quadro emerso dall'ultima indagine di Termometro Politico, che analizza anche quali sono le riforme prioritarie per gli italiani e il ruolo del governo di Giuseppe Conte in seguito al voto per regionali e referendum. E chiede infine agli italiani cosa pensano che accadrà tra i pentastellati, la forza politica probabilmente più debilitata dopo le elezioni: secondo il 54,4% questo si spaccherà e ci sarà una scissione contro il 36,8% che ritiene invece che il Movimento resterà unito.

Ma vediamo per prima cosa quali sono le intenzioni di voto, cioè come si comporterebbero gli italiani se fossero chiamati oggi alle urne. La Lega, come abbiamo detto, resta il primo partito al 26,5%. A soli cinque punti percentuali di distanza troviamo poi il Partito democratico, precisamente al 21%. Al terzo posto tra le principali forze politiche nel Paese segue poi il Movimento Cinque Stelle, al 14,8%, E vicinissimo, al 14,4%, c'è Fratelli d'Italia, che alle ultime elezioni regionali si è dimostrato l'unico partito in crescita in tutti i territori chiamati al voto. Forza Italia si ferma poi al 5,5%. Italia Viva scivola sotto la soglia del 3%: i renziani ottengono infatti il 2,9% dei consensi e vengono superati da Azione che va invece al 3,3% e da Sinistra / MDP – Articolo 1 al 3%.

Dopo i risultati del voto del 20 e 21 settembre, i leader della maggioranza hanno sottolineato come ora sia giunto il momento di fare le riforme necessarie per il Paese. Il sondaggio ha anche chiesto agli italiani quale siano oggi le riforme più urgenti per l'Italia. Per il 31,7% è la legge elettorali, che deve essere cambiata vista la vittoria del Sì al referendum per il taglio dei parlamentari. Per il 21,7%, invece, la priorità in questo momento è accettare il Mes. L'8,7% afferma ancora che per prima cosa il Paese si dovrebbe occupare di modificare i decreti sicurezza. Va notato, tuttavia, che il 37,5% degli intervistati ha risposto alla domanda affermando che nessuna di queste tre opzioni rispecchi quella che è la priorità al momento.

Infine l'indagine ha studiato i risvolti del voto sul governo e sulla figura del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Per il 35,1% degli intervistati l'esecutivo è stato rafforzato dall'esito delle regionali e del referendum, contro il 24,5% che ritiene invece che ne sia uscito indebolito. Per il 39,4% non è cambiato nulla. Per quanto riguarda invece la fiducia in Conte, il 42,2% degli intervistati esprime il proprio apprezzamento per il presidente del Consiglio, contro il 57,1% che nega invece il suo consenso.