L'ultimo sondaggio di Termometro Politico non indaga solo le intenzioni di voto e la fiducia nel presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Ma anche il parere dell'opinione pubblica per quanto riguarda il nuovo aumento dei contagi e il vaccino per il coronavirus. Vediamo che cosa hanno detto gli italiani partendo proprio dai consensi ai partiti. La Lega di Matteo Salvini rimane la prima forza politica nel Paese, ma al di sotto della soglia del 30%. Infatti ottiene il 27,3%. È seguita dal Partito democratico al 20,4%.

Il Movimento Cinque Stelle si trova a condividere il terzo gradino del podio con Fratelli d'Italia. Il partito di Giorgia Meloni è arrivato agli stessi consensi dei pentastellati al 14,4%. In crescita Forza Italia che arriva al 6,2%. Azione di Carlo Calenda, al 3,4% supera Italia Viva di Matteo Renzi, che rimane invece al 3%. Cala la fiducia in Giuseppe Conte. Il livello di consensi verso il presidente del Consiglio, aumentato nettamente durante l'emergenza coronavirus. La percentuale di cittadini che affermano di non avere fiducia in Conte sale al 58,7%, contro il 40,8% che sostiene il contrario.

La maggior parte degli italiani si vaccinerà contro il Covid

Quando arriverà una cura contro il coronavirus, il 65,6% degli italiani afferma che si vaccinerà. Chi invece non lo farà, stando al sondaggio di Termometro Politico, è il 31,2%. Secondo il 38,7% degli intervistati il vaccino dovrebbe essere obbligatorio: non è d'accordo il 55,9%. Ad ogni modo, i no vax sono solo una minoranza, il 2,2%.

Riguardo al nuovo aumento di contagi, rispondendo alla domanda su chi sia il responsabile, il 41,5% dei contagi afferma che sia colpa di tutta la popolazione. Il 22,9% punta invece il dito contro gli sbarchi consentiti senza i dovuti controlli e il 10,9% contro chi ha voluto fare le vacanze all'estero. Secondo il 7,4% la responsabilità è delle autorità, che hanno tolto le restrizioni anti-contagio, mentre per il 16% non è colpa di nessuno, in quanto era fisiologico che i contagi tornassero ad aumentare.

Il 23,7% degli italiani preoccupato per quando si andrà a votare

Secondo Walter Ricciardi, se l'aumento dei contagi dovesse diventare fuori controllo, l'apertura delle scuole dovrebbe essere rinviata. Così come quella delle urne per il 20 e 21 settembre, quando gli italiani dovranno andare a votare per le elezioni regionali e per il referendum sul taglio dei parlamentari. Il 72,1% afferma di non avere particolari timori di essere contagiato alle urne e sostiene che andrà a votare tranquillamente. Il 23,7%, invece, esprime preoccupazione per l'aumento dei contagi, ma andrà comunque a votare con la mascherina e mantenendo le distanze di sicurezza. Solo il 2,3% dice che non andrà a votare per paura di essere contagiato.