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Sondaggi politici: FdI si conferma primo partito ma perde consenso, il Pd guadagna terreno

Il primo sondaggio Swg del 2026 apre con una novità: Fratelli d’Italia inizia l’anno con una perdita di consenso, pur restando primo partito, mentre il Pd di Elly Schlein cresce e accorcia le distanze. Il centrodestra mantiene il vantaggio, ma il 32% di indecisi lascia il quadro ancora incerto.
A cura di Francesca Moriero
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Il primo sondaggio Swg del 2026 per La7, non riserva grandissime sorprese. Il quadro politico resta infatti stabile, con variazioni minime tra i partiti. Anche questi piccoli spostamenti aiutano però a capire che cosa sta accadendo: la situazione infatti appare ferma, ma sotto la superficie emergono in realtà piccoli segnali utili per leggere il momento che stanno attraversando partiti e coalizioni. In particolare, si nota una novità rilevante: Fratelli d'Italia entra nel nuovo anno con una perdita di consenso, pur restando il primo partito, mentre il Pd mostra segnali di crescita e si avvicina al partito di Giorgia Meloni. Allo stesso tempo, il ruolo degli indecisi, ancora intorno al 32%, conferma quanto il quadro politico possa restare fluido e aperto a possibili sorprese nei prossimi mesi.

FdI si conferma primo partito ma cala al 30,9%

Fratelli d'Italia, come anticipato, si conferma il primo partito, scivolando però al 30,9%. Il calo di quattro decimali rispetto a tre settimane fa non mette in discussione la leadership di Giorgia Meloni, ma segnala però una fase di stabilità dopo mesi di risultati molto alti. Il partito di governo continua quindi a raccogliere consenso, anche se cominciano a vedersi i primi effetti naturali del tempo trascorso al potere.

Il Pd cresce e accorcia le distanze

Nel frattempo il Partito Democratico inizia il 2026 con un dato incoraggiante: il 22,3% ottenuto dal Pd di Elly Schlein segna infatti una crescita lieve ma costante, che conferma un trend positivo. Non è ancora una vera e propria rimonta, ma è sicuramente un ottimo passo avanti che rafforza il ruolo del Pd come principale forza di opposizione.

M5S stabile, Avs scende al 6,5% mentre il centro resta ancora diviso

Il Movimento 5 Stelle resta invece fermo al 12,7%, confermando così lo stesso risultato dell'ultima rilevazione. Un dato che indica un elettorato fedele a Giuseppe Conte, ma anche la difficoltà del partito ad allargare il proprio bacino; nel frattempo Alleanza Verdi e Sinistra perde terreno e scende al 6,5%: un calo di tre decimali che mette in luce le difficoltà dell'area ecologista e della sinistra più radicale nel mantenere stabile il consenso, soprattutto in una fase segnata dalla forte polarizzazione tra i principali poli politici. Azione di Carlo Calenda arretra invece al 2,9%, Italia Viva di Matteo Renzi rimane stabile al 2,2%, mentre +Europa scende all'1,3% e Noi Moderati resta invece ancora fermo all'1%, come le ultime rilevazioni dell'anno scorso. Nel complesso, insomma, l'area centrista continua a mostrarsi frammentata e fatica a trasformare la visibilità in un consenso più ampio.

Lega e Forza Italia si avvicinano

Nel centrodestra si registra invece un riavvicinamento tra Lega e Forza Italia: entrambi i partiti si attestano infatti all'8,3%, riducendo ulteriormente la distanza reciproca. La crescita è sicuramente contenuta, ma segnala una competizione sempre più evidente per il ruolo di seconda forza della coalizione e il tentativo di recuperare spazio politico all'ombra di Fratelli d'Italia.

Centrodestra ancora avanti nel confronto tra coalizioni

Nel confronto tra i due schieramenti principali, il centrodestra mantiene ancora il vantaggio. Sommando Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati si arriva infatti al 48,5%. Il centrosinistra allargato, che comprende Pd, Movimento 5 Stelle, AVS e +Europa, si ferma al 42,8%. Il distacco resta certo significativo, ma come si può notare non del tutto fermo.

Gli indecisi continuano a pesare

Resta tuttavia centrale il dato degli elettori che non esprimono una preferenza: anche con il nuovo anno, pur in leggero calo, la quota si attesta infatti intorno al 32%. Un bacino enorme, che può chiaramente ribaltare equilibri e risultati, rendendo ancora incerta l'evoluzione del consenso.

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