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Sondaggi politici: FdI primo partito, PD in crescita ma gli equilibri non cambiano

La Supermedia Youtrend/Agi conferma un sistema politico sostanzialmente immobile: Fratelli d’Italia guida il Paese ma senza espandersi, con Giorgia Meloni ferma sui consensi. Nel frattempo il PD cresce di qualche punto anche se non colma ancora il divario. Il centrodestra resta dunque avanti, senza però segnali di ulteriore consolidamento.
A cura di Francesca Moriero
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L'ultima Supermedia Youtrend per Agi restituisce l'immagine di un quadro politico sostanzialmente immobile. I rapporti di forza tra i partiti, infatti, restano pressoché invariati, come se il sistema fosse entrato in una fase di sospensione in attesa di un evento capace di rimettere in movimento l'elettorato. Dopo le elezioni regionali di fine anno e prima della ripartenza politica del 2026, i consensi sembrano essersi consolidati più che spostati. Nei prossimi mesi, però, alcuni fattori potrebbero intervenire a incrinare questa stabilità: dalla campagna referendaria sulla giustizia, incentrata sulla separazione delle carriere, alle tensioni internazionali, fino alla capacità delle opposizioni di costruire finalmente una proposta politica riconoscibile e competitiva.

Fratelli d'Italia primo partito, Meloni stabile nei consensi

Fratelli d'Italia, secondo il sondaggio, si conferma ancora il primo partito del Paese, attestandosi al 29,8% delle intenzioni di voto. Un dato che certifica la solidità del consenso attorno alla leadership di Giorgia Meloni, che però, al tempo stesso, segnala una fase di stagnazione. Il partito non arretra in maniera significativa ma non mostra neanche grossi segnali di espansione.

Forza Italia e Lega sempre più vicine

All'interno della maggioranza di governo, il dato politico più significativo è però la progressiva riduzione della distanza tra Forza Italia e Lega. Forza Italia scende all'8,8%, mentre la Lega si ferma all'8,4%. Entrambi i partiti restano sotto il 10% e faticano a crescere, senza riuscire a costruire un consenso forte e autonomo rispetto al ruolo centrale di Fratelli d'Italia. Nel complesso, il centrodestra raggiunge il 48,3%: un risultato alto, ma non ancora  sufficiente in un sistema proporzionale puro e che, soprattutto, non mostra segnali di crescita.

Cresce il Partito Democratico

Sul versante opposto, il Partito Democratico sale al 22,2%. Per Elly Schlein si tratta di un risultato che conferma la tenuta del partito sopra la soglia psicologia del 22%, ma che evidenza anche un limite: l'obiettivo di impensierire direttamente Fratelli d'Italia, almeno in questa fase, appare ancora fuori portata. Diverso il discorso se si guarda alle coalizioni: qui il centrosinistra nel suo insieme raggiunge il 30,3%, accorciando la distanza dal centrodestra. Un dato che suggerisce come la partita non sia tanto tra singoli partiti, quanto sulla capacità di costruire alleanze credibili e durature.

Il Movimento 5 stelle in affanno

Nel frattempo prosegue la fase discendente del Movimento 5 Stelle che scivola al 12,2%. Un arretramento che sembra riflettere le difficoltà del movimento nel trovare una collocazione chiara tra opposizione sociale, pacifismo e rapporto con il governo. Anche Alleanza Verdi e Sinistra cala leggermente, fermandosi al 6,4%, ma mantenendo però una base elettorale stabile e riconoscibile.

Azione recupera, Italia Viva arretra

L'area centrista, invece, è quella che mostra le oscillazioni più visibili. Azione cresce fino al 3,5% beneficiando di una forte esposizione mediatica, almeno sul conflitto in Ucraina e sulle politiche di difesa europea. Di segno opposto il dato di Italia Viva, che invece scende al 2,5%, mentre +Europa risale lievemente all'1,7%. In crescita anche Noi moderati, che raggiunge l'1,1%. Nel complesso, l'area riconducibile all'ex Terzo Polo arriva al 5,9%.

Referendum come possibile spartiacque

La stabilità fotografata dalla Supermedia potrebbe però non durare a lungo. Nei prossimi mesi, la campagna elettorale per il referendum sulla giustizia potrebbe, come anticipato, spostare consensi, soprattutto tra gli elettori più sensibili ai temi istituzionali. Molto dipenderà da come le singole forze politiche decideranno di affrontare il tema della separazione delle carriere: se come terreno identitario, come battaglia tecnica o come occasione di scontro frontale. Per ora, i sondaggi raccontano un Paese fermo. Ma la politica italiana ha dimostrato più volte quanto poco basti per rimettere tutto in movimento.

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