Nessun dubbio sul primato della Lega. Così come sul secondo posto del Pd e il terzo del Movimento 5 Stelle. Il Carroccio e i dem sono registrati dall’ultimo sondaggio realizzato da Swg per il Tg La7 in leggero calo. Ma le prime posizioni restano invariate. Al contrario di quanto accade più dietro nel centrodestra, con il sorpasso di Fratelli d’Italia su Forza Italia. A questo punto per la Lega l’interlocutore privilegiato per una eventuale coalizione di centrodestra potrebbe diventare Giorgia Meloni e non più Silvio Berlusconi. La Lega rimane saldamente in testa con il 37% dei consensi, lo 0,3% in meno rispetto a una settimana fa. Perde lo 0,3% anche il Pd, che si ferma al 22,5%. Ancora lontano il Movimento 5 Stelle, ora al 18,3%, contro il 18,4% di una settimana fa.

Fratelli d’Italia guadagna invece lo 0,4% e raggiunge il 6,7%. Risale anche Forza Italia rispetto a sette giorni fa, ma non basta per tenere alle spalle Fdi: il partito di Berlusconi si ferma al 6,6% partendo – proprio come quello della Meloni – dal 6,3% della scorsa settimana. Passando al centrosinistra, invece, rimangono tutti più o meno stabili: +Europa e Italia in Comune sono al 2,7% (-0,1%), i Verdi al 2,6% (erano al 2,8%), La Sinistra all’1,7% (+0,2%).

Il gradimento del governo e la fiducia in Mattarella

Lo stesso sondaggio analizza anche il gradimento dell’operato del governo. E ciò che emerge è il continuo peggioramento della percezione dei cittadini di quanto l’esecutivo effettivamente realizza. Il trend parte da giugno 2018, quando l’apprezzamento era del 53%. Poi è iniziata la discesa: 43% a settembre 2018, 39% a febbraio 2019, 35% ad aprile 2019 e si arriva così ad oggi, con il gradimento del governo che si attesta solamente al 33%.

A salire è invece la fiducia nel presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. In questo caso il trend parte da più lontano, dal febbraio 2015, quando la fiducia nel capo dello Stato era al 63%. Poi c'è stata una discesa tra il 2015 e il 2017, con valori tra il 40% e il 45% e un picco negativo a marzo 2017 al 39%. Poi è iniziata la risalita ad aprile 2018, quando siamo tornati intorno al 50%. La crescita non si è però fermata, tanto che oggi la fiducia nel capo dello Stato si attesta al 61%, dato vicino ai livelli più alti mai raggiunti dal momento dell’elezione al Quirinale.