Da qualche settimana al centro della discussione politica è finita la norma contenuta all'interno della legge di bilancio che prevede per i Comuni l'innalzamento della soglia per gli affidamenti diretti, quindi senza gara, da 40mila a 150mila euro. Le opposizioni hanno duramente criticato la norma, sostenendo che un approccio del genere favorirebbe la proliferazione della corruzione, mentre il governo rivendica totalmente l'efficacia del provvedimento.

A scagliarsi contro la norma sugli appalti non sono però solo le opposizioni parlamentari, anche il presidente dell'Autorità Anticorruzione, Raffaele Cantone, non vede di buon occhio il provvedimento e in un'intervista concessa al Fatto Quotidiano ha spiegato: "Questa norma non aiuterà i funzionari morosi, mentre consentirà a quelli disonesti di fare il buono e il cattivo tempo. Basti ricordare che tutto il sistema di Mafia Capitale si reggeva sugli affidamenti diretti. Sotto 150.000 euro non è prevista neanche la certificazione antimafia e la gara non sarà pubblica da ora in poi. C'è il rischio che la criminalità organizzata, al Nord come al Sud, ne approfitti. Mi ricordo quando nel 2015 i Cinque Stelle si appellavano a me e all’Anac contro il decreto Sblocca Italia del governo Renzi che semplificava le procedure di gara…".

Come anticipato, il governo non solo è d'accordo con il provvedimento ma lo rivendica integralmente. In mattinata, il presidente del Consiglio Conte, rispondendo a una domanda posta da Fanpage.it, ha dichiarato: "Mi dispiace deluderla, ma questa norma la conosco bene e ne rivendico l'utilità e l'efficacia. Tra i primi progetti dell'esecutivo c'è stato il quello sull'anticorruzione e il nostro percorso è molto chiaro: vogliamo rivoltare questo Paese come un calzino. Non c'è crescita economica. Noi dobbiamo puntare alla crescita economica e allora le chiedo come possiamo crescere se gli appalti sono fermi?".