backstair / Follow the money
23 Settembre 2021
16:23

Sequestro inchiesta di Fanpage.it, M5s: “Libertà di stampa non si può oscurare o censurare”

La libertà della stampa non può essere oscurata, né tantomeno censurata”: sono le parole di Dino Giarrusso, europarlamentare Cinque Stelle, riferite a quanto avvenuto questa mattina nella redazione di Fanpage.it, dove è arrivato un decreto del Gip di Roma che dispone il sequestro, mediante oscuramento, dei video che contengono la nostra inchiesta “Follow The Money”. Anche un altro europarlamentare del Movimento, Mario Furore, ha sottolineato: “Fanpage è vittima di una grave ingiustizia che ha portato all’oscuramento del loro lavoro giornalistico”.
A cura di Annalisa Girardi
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Immagine Follow the money: inchiesta sul caso Durigon

"Esprimiamo solidarietà alla redazione, alla direzione e a tutti i lettori di Fanpage per l’inspiegabile decisione del Gip di Roma che ha disposto il sequestro dei video e dell’articolo che contengono l’inchiesta Follow The Money su Claudio Durigon e i fondi della Lega. La libertà della stampa non può essere oscurata, né tantomeno censurata": sono le parole di Dino Giarrusso, europarlamentare Cinque Stelle, riferite a quanto avvenuto questa mattina nella redazione di Fanpage.it, dove è arrivato un decreto del Gip di Roma che dispone il sequestro, mediante oscuramento, dei video che contengono la nostra inchiesta "Follow The Money", sull'ex sottosegretario Claudio Durigon e i fondi della Lega. L'eurodeputato ha quindi sottolineato: "Preoccupa questo continuo accanimento contro la stampa e il giornalismo. Queste vicende non dovrebbero verificarsi in Italia né in Europa".

Un altro europarlamentare del Movimento, Mario Furore, ha commentato: "Quanto emerso dall’inchiesta giornalistica di Fanpage dedicata al caso dei 49 milioni di euro della Lega è un contributo alla verità che va approfondito, non oscurato. Il Movimento 5 Stelle esprime solidarietà alla redazione di Fanpage vittima di una grave ingiustizia che ha portato all’oscuramento del loro lavoro giornalistico". Furore ha anche ricordato come lui stesso più volte avesse denunciato gli interessi poco chiari della Lega sul Parco del Gargano, una delle questioni al centro della nostra inchiesta. "Più volte avevamo chiesto ad esempio il perché Vincenzo Totaro, dichiarato incandidabile dal Tribunale di Bari per i rapporti con il Comune di Sant’Angelo sciolto per mafia, era stato scelto come direttore facente funzione del Parco del Gargano. Grazie a Fanpage e ai loro approfondimenti era emerso il probabile condizionamento dei dirigenti leghisti nella scelta di questa figura. Perché? Cosa c’è dietro? Non smetteremo mai di fare domande, anche se scomode. Durigon era e rimane una figura indecorosa a rappresentare le Istituzioni italiane e il giornalismo dalla schiena dritta di Fanpage lo ha dimostrato. No alla censura".

Paola Taverna, senatrice Cinque Stelle, ha scritto: "I giornalisti di Fanpage fanno un gran lavoro attraverso le loro inchieste. Come quella che riguarda Claudio Durigon, che ha fatto luce su una vicenda incresciosa che tocca i famosi 49 milioni della Lega e che se confermata sarebbe gravissima. Come M5s chiedemmo, subito dopo la pubblicazione di quel video, le sue dimissioni da Sottosegretario. Ed è grazie noi che oggi Durigon non ricopre più cariche di Governo. Nell’attesa di leggere le motivazioni che hanno portato il Tribunale di Roma a oscurare i contenuti di quella inchiesta, ricordo che la funzione della stampa è quella di fare informazione ed esercitare un controllo reale".

Gli episodi dell’inchiesta

"Esprimo una sincera preoccupazione per quanto sta avvenendo riguardo l'inchiesta di Fanpage sul caso Durigon. È piuttosto singolare che un'inchiesta giornalistica venga censurata in via del tutto preventiva. Le perplessità sul fronte del diritto di cronaca sono tante, alla luce del fatto che, secondo l'articolo 21 della Costituzione, ‘la stampa non puo' essere soggetta ad autorizzazioni o censure'. Sarebbe molto grave inibire il coraggio del giornalismo d'inchiesta, che rappresenta un presidio indissolubile per la democrazia", ha detto Agostino Santillo, vicepresidente del Gruppo M5S al Senato.

"Non mi piace questo clima, anzi fa paura", ha scritto Nicola Morra, presidente della Commissione parlamentare antimafia ed ex esponente del Movimento Cinque Stelle. "C'è, come prevede la legge, la possibilità di fare valere le proprie ragioni in caso ci si senta diffamati. Arrivare ad oscurare e sequestrare un sito sol perché fa ascoltare un politico che, tronfio, dice che il generale della finanza che sta indagando sul suo partito politico ce l'hanno messo loro, non va bene!", ha aggiunto il senatore.

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