20 Settembre 2021
16:02

Secondo i presidi finché tutti gli studenti non saranno vaccinati sarà normale avere classi in Dad

“Non dobbiamo vivere come un incubo il fenomeno delle classi in didattica a distanza, bensì imparare a conviverci fino a quando la totalità o quasi degli studenti sarà vaccinata”: lo ha detto il presidente dell’Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli, parlando delle classi finite in quarantena dall’inizio dell’anno scolastico e costrette quindi a ricorrere alle lezioni online.
A cura di Annalisa Girardi

A pochi giorni dall'inizio del nuovo anno scolastico, ci sono già un centinaio di classi in quarantena. Questo significa che un certo numero di studenti sono dovuti presto tornare alle lezioni online: "Il fenomeno delle classi in didattica a distanza non ci deve spaventare e non dobbiamo viverlo come un incubo bensì imparare a conviverci fino a quando la totalità o quasi degli studenti sarà vaccinata. Solo allora, naturalmente mi riferisco alle classi formate da ragazzi dai 12 anni in su, potremo pensare di evitare completamente la Dad", ha detto il presidente dell'Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli. Avvertendo poi che per ora bisognerà abituarsi ad avere un certo numero di classi costrette, a rotazione, a ricorrere alla lezioni online in seguito a casi di positività tra gli alunni. Giannelli però ha precisato che, contrariamente a quanto accadeva gli anni scorsi, quest'anno si tratterà di un fenomeno limitato a singole classi e non generalizzato. Ad ogni modo, il presidente dei presidi ha comunque invitato tutti quelli che possono farlo, quindi gli studenti dai 12 anni in su, a vaccinarsi in modo da avere una sicurezza in più per chi rimane in presenza.

Con già migliaia di studenti in quarantena, c'è chi ha suggerito di rivedere le regole con cui vengono messi in isolamento gli studenti in caso di una positività in classe. Si è proposto, ad esempio, di adottare un sistema di mini-bolle. Senza mandare intere classi in quarantena ogni volta che emerge un positivo, cioè, si pensa di mettere in isolamento solo i bambini o ragazzi che hanno avuto con questo contatti più stretti: quindi, ad esempio, i compagni di banco o gli amici con cui c'è una frequentazione anche fuori dall'aula. "Sarebbe auspicabile, ma al momento è poco probabile", ha però affermato Giannelli, spiegando che si tratti di un meccanismo realisticamente difficile da attuare: "Le Asl non sono in grado, non avendo abbastanza personale, di effettuare un contact tracing così approfondito da riuscire a individuare i contatti più stretti degli alunni positivi".

Sul tema della quarantena a scuola è intervenuto anche il leader di Italia Viva, Matteo Renzi. Che ha però avanzato un'idea diversa: "Se si torna in Dad i nostri ragazzi perdono ogni tipo di relazione umana, imparano meno. Chi ha il Green Pass perché si è vaccinato non deve avere la stessa quarantena di chi non è vaccinato: oggi ci sono sette e dieci giorni", ha detto. Per poi concludere: "La nostra proposta è eliminare questo sistema della quarantena: sì ai vaccini, viva Draghi, viva il generale Figliuolo, viva il Green pass, e se Salvini, Meloni e Landini su questo tema ci fanno la cortesia di tacere credo che facciano un bel servizio al Paese".

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