Secondo gli esperti con la riapertura delle scuole l'indice Rt, che segnala la trasmissibilità dell'infezione, è destinato ad alzarsi dello 0,4. Ieri sono rientrati in classe milioni di studenti in tutta Italia e prevedibilmente una conseguenza del ritorno tra i banchi sarà la crescita dei positivi da coronavirus. La situazione epidemiologica dovrà essere monitorata ancor più serratamente, visti i nuovi rischi di infezione tra le famiglie. Dovranno essere effettuati più tamponi e rafforzare il sistema di tracciamento dei contatti, in modo da intervenire tempestivamente e circoscrivere il prima possibile nuovi focolai.

Già lo scorso aprile il comitato tecnico scientifico aveva avvertito sulla crescita dell'indice Rt con la riapertura delle scuole in uno dei verbali che sono stati desecretati alcuni giorni fa. Questo indice, che nel nostro Paese da diverso tempo era inferiore a quota 1, nelle ultime settimane è tornato a salire, superandola. Bisognerà però attendere un'altra decina di giorni per verificare l'effettivo impatto della riapertura delle scuole su questo sull'indice di contagiosità del virus.

Queste stime, come anticipato, erano state elaborate già lo scorso aprile, quando l'Inail aveva elaborato alcuni dati dell'Istituto superiore di sanità e della fondazione Bruno Kessler che esploravano tutti gli scenari possibili riguardo alla riapertura in diversi settori dopo il lockdown. Numeri ripresi appunto dagli esperti del comitato tecnico scientifico anche per prepararsi agli effetti della riapertura delle scuole.

Il virologo di Padova Andrea Crisanti ha commentato: "Il nostro sistema sarà messo a dura prova tra 15-20 giorni quando saranno riprese sia le scuole che tutte le attività economiche. Ad ottobre-novembre capiremo molte cose". Per poi sottolineare: "L'escalation c'è ma è più lenta che nel resto d'Europa anche se è necessario non abbassare la guardia per vanificare quanto è stato fatto finora". Secondo Crisanti "fino a quando si registreranno 6-7 mila casi al giorno le strutture sanitarie saranno in grado di fronteggiare e contenere il diffondersi del contagio", ma "se il numero fosse più consistente la situazione sarebbe molto difficile da gestire".

Il governatore della Regione Veneto, Luca Zaia, che ieri era a Vo' Euganeo per inaugurare il nuovo anno scolastico insieme alla ministra dell'Istruzione, Lucia Azzolina, e al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha sottolineato come la riapertura delle scuole segni una "nuova fase, molto complicata, di convivenza con il virus". Il governatore della Lega però esclude che si possa tornare a un lockdown generalizzato: "Si circoscrive il focolaio e si chiude quel plesso scolastico. Io ho massimo rispetto delle preoccupazioni dei genitori, capisco le loro ansie, Noi siamo chiamati a garantire la sanità e lo faremo in modo impeccabile come al solito. ma lo sappiamo, non sarà una passeggiata".