Covid 19
20 Agosto 2021
09:30

Scuola, ipotesi test salivari a campione sugli studenti (su base volontaria)

Spunta l’ipotesi di effettuare test salivari a campione sugli studenti che torneranno in classe, dal prossimo anno scolastico. L’Iss sta lavorando a un protocollo con le Regioni, per stabilire le modalità d’intervento. Lo screening sarà solo su base volontaria e saranno i genitori a effettuare i test sui ragazzi.
A cura di Annalisa Cangemi
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Alla ripresa dell'anno scolastico, nonostante l'obbligo di green pass per il personale, docente e no, si teme una risalita dei casi. Gli studenti infatti non hanno l'obbligo di esibire la certificazione verde, e quindi potrebbero essere potenzialmente più esposti al contagio. Per questo l'Istituto superiore di sanità, secondo quanto ha raccontato la Repubblica, sta lavorando sull'ipotesi di introdurre test salivari a campione sui ragazzi, a cui verranno sottoposti anche i genitori. La fascia interessata, scrive Michele Bocci sul quotidiano di oggi, è quella dai 6 ai 14 anni, una platea di 4,2 milioni di ragazzi, studenti delle elementari e delle medie.

Saranno controllati in tutto circa 110mila studenti, e saranno i loro genitori a effettuare i test. L'idea è quella di proseguire i controlli per tutta la durata dell'anno scolastico. Sono queste le basi del Protocollo che l'Istituto superiore di Sanità sta scrivendo con le Regioni, sul modello di quanto avvenuto già in Veneto e Toscana. Saranno le amministrazioni locali a indicare le scuole su cui avviare le verifiche, e saranno massimo tre per provincia. Ma le scuole scelte varieranno durante l'anno, così come i Comuni interessati dal controllo. Gli alunni che si sottoporranno ai test saranno appartenenti a classi differenti, e saranno di età diverse e diversi istituti (affinché la strategia sia più efficace si cercherà di non testare intere classi). Il tutto naturalmente avverrà su base volontaria, come già accaduto per Veneto e Toscana, dove ha aderito circa il 60% degli studenti. Ma chi non intende sottoporsi al test non avrà alcuna ripercussione: potrà frequentare normalmente le lezioni in presenza.

Come funzioneranno i prelievi

I prelievi avverranno a scuola, almeno inizialmente. In una fase successiva verrà chiesto invece alle famiglie di effettuare i test sui figli, e portare poi il risultato a scuola, la mattina dopo, e da lì sarà inviato alle Asl. In caso di positività verranno avviate le normali procedure: il ragazzo verrà invitato a tornare a casa, per iniziare il periodo di isolamento. Mentre inizieranno le verifiche sui contatti stretti dello studente, compagni di classe e insegnanti. La scelta del test salivare è funzionale a garantire la più larga partecipazione possibile allo screening, visto che rispetto al test rino-faringeo è meno invasivo. Sarà la struttura commissariale del commissario all'eemergenza Figliuolo a fornire i test alle scuole.

E i docenti?

Non è ancora chiaro se anche i docenti verranno coinvolti nello screening. Al momento per loro è in vigore l'obbligo di green pass, ma i nodi da sciogliere sono ancora tanti. Per esempio, se come ha detto il ministero, il personale scolastico ha l'obbligo di esibire ogni giorno il green pass, potrebbero nascere problemi logistici. Anche perché spesso le scuole sono suddivise in plessi differenti, anche distanti tra loro, e il personale per i controlli potrebbe non bastare.

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