Le scuole non chiudono. Dall’infanzia alle medie, passando per le elementari, si continuerà solo e unicamente con la didattica in presenza. Alle superiori, invece, si potrà ricorrere maggiormente alla didattica a distanza, ma sempre senza ecludere le lezioni in classe. Nell’ultimo dpcm, firmato il 18 ottobre dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, si ribadisce che le scuole dell’infanzia, le scuole elementari e le scuole media continueranno a svolgere le lezioni di presenza. Per le superiori, invece, si potranno adottare “forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica”. Il che vuol dire incrementare “il ricorso alla didattica digitale integrata, che rimane complementare alla didattica in presenza, modulando ulteriormente la gestione degli orari di ingresso e di uscita degli alunni, anche attraverso l’eventuale utilizzo di turni pomeridiani e disponendo che l’ingresso non avvenga in ogni caso prima delle 9”.

Le novità principali per le scuole superiori saranno quindi due: ingresso non prima delle 9 e possibilità di turni pomeridiani. Saranno i singoli istituti a decidere. La ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, assicura che la scuola resta aperta e rivendica: “Sono stati salvaguardati i diritti di studentesse e studenti. Possibile implementazione della didattica digitale integrata e flessibilità sugli orari per le scuole superiori ma solo attraverso interventi mirati”, scrive su Facebook. Azzolina introduce poi anche un altro elemento, ovvero che questi nuovi orari non entreranno in vigore subito, ma “fra qualche giorno, per garantire una migliore organizzazione”.

Le indicazioni del dpcm sulla scuola: cosa cambia

Il nuovo dpcm prevede maggiore flessibilità per le scuole secondarie di secondo grado. L’organizzazione della didattica può cambiare, incrementando il ricorso alla didattica a distanza, senza mai sostituire però le lezioni in classe. A cambiare potrebbero essere soprattutto gli orari di ingresso e di uscita degli alunni. Da una parte portando l’orario di apertura alle 9: le scuole non potranno iniziare le lezioni prima di quell’ora. Inoltre si prevede un ingresso scaglionato, per evitare il sovraffollamento sui mezzi pubblici, nel tentativo di non far prendere bus e metro allo stesso orario a studenti e lavoratori. Altra ipotesi introdotta dal dpcm è quella di ricorrere anche a dei turni pomeridiani per le lezioni, sempre con lo stesso obiettivo.

Nuovo dpcm, quando entreranno in vigore i nuovi orari

Per i nuovi orari bisognerà attendere qualche giorno. Il dpcm è in vigore a partire dal 19 ottobre, ma le disposizioni relative alla scuola saranno effettive solo a partire dal 21 ottobre, come previsto dalle disposizioni finali del decreto firmato da Conte. Dpcm che resterà in vigore fino al 13 novembre. Il ministero dell’Istruzione, comunque, ha precisato che le novità contenute nel decreto non saranno da subito in vigore, ma arriveranno solamente tra qualche giorno, per dare la possibilità alle scuole di organizzarsi in maniera più efficiente. Se il decreto parla della data del 21 ottobre, quindi, il ministero parla invece genericamente di indicazioni più specifiche che arriveranno nei prossimi giorni o nelle prossime ore.