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Scudo penale per i medici, si va verso una proroga fino al 31 dicembre 2024

Una riformulazione di due emendamenti al decreto Milleproroghe estende lo scudo penale per i medici a tutto il 2024. Una prospettiva accolta con favore dai sindacati dei professionisti sanitari.
A cura di Annalisa Girardi
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Lo scudo penale per i medici, con ogni probabilità, sarà prorogato anche per tutto il 2024. È quanto prevede una riformulazione di due emendamenti al decreto Milleproroghe, approvata nella notte in commissione, per cui la limitazione della punibilità ai soli casi di colpa grave – cioè che abbiano portato a morte o lesioni personali colpose – nell'esercizio di una professione sanitaria si applichi fino al 31 dicembre 2024. Vengono citate le "condizioni di lavoro, l'entità delle risorse umane, materiali e finanziarie concretamente disponibili in relazione al numero dei casi da trattare e il contesto organizzativo in cui i fatti sono commessi nonché il minor grado di esperienza e conoscenze tecniche possedute dal personale non specializzato".

Insomma, lo stato di emergenza epidemiologica da Covid-19, per cui era stato introdotto lo scudo penale, è terminato, ma si protraggono una serie di condizioni critiche in cui si trovano a lavorare i professionisti della sanità, per cui è necessario prorogare la tutela nei loro confronti.

La prospettiva della proroga è stata accolta con favore dalle associazioni dei sanitari: "I medici chiedono di poter lavorare in serenità senza la preoccupazione di dover rispondere ogni volta davanti a un giudice. Per questo lo scudo penale tanto atteso dai medici rappresenta per noi un provvedimento che ci aiuta ad esercitare serenamente la professione", ha commentato Filippo Anelli, presidente della Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri.

Per poi proseguire: "Con questo provvedimento il diritto dei cittadini non è compromesso perché le cause civili e i conseguenti risarcimenti sono sempre possibili, mentre attualmente le cause penali si concludono al 90% con una assoluzione per i professionisti sanitari". Anelli ha quindi concluso ringraziando governo, Parlamento e ii ministro della Salute, Orazio Schillaci, "per aver ascoltato il grido di dolore dei medici", ma chiedendo allo stesso tempo "una riforma più ampia che, sulla base del lavoro che sta portando avanti la Commissione istituita dal Ministro Nordio, presieduta da Adelchi d'Ippolito e composta da professionisti di alto profilo, porti una revisione della normativa sulla responsabilità medica".

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