Scontri a Milano, il sindaco Sala: “C’erano pochi agenti”. Piantedosi: “Radical chic, mistifica la realtà”

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Scontro tra Beppe Sala e Matteo Piantedosi dopo le violenze durante le proteste contro il caro vita a Milano. Il sindaco denuncia la carenza di agenti in piazza Duomo, il ministro difende le forze dell’ordine e attacca: “Sinistra radical chic che non condanna i violenti” . Sala replica: “Un po’ di decenza non guasterebbe”.

Botta e risposta tra il sindaco di Milano, Beppe Sala e il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi all'indomani delle proteste contro il caro vita che si sono svolte in tutta Italia. A Milano in particolare, ci sono stati momenti di tensione e scontri tra le forze dell'ordine e alcuni manifestanti. Violenze che secondo Sala si sarebbero potute evitare se si fossero dispiegati più agenti.

"Soprattutto in piazza Duomo c'era una quantità di protestanti violentissimi e uno sparuto gruppo di poliziotti. Io non ce l'ho con il questore, e ci mancherebbe altro, con il quale lavoro ogni santo giorno ma l'impressione che si stia sottovalutando il momento e che le forze disponibili a Milano alla questura non fossero adeguate io ce l'ho", ha dichiarato.

In giornata è arrivata la replica del ministro dell'Interno.  "Il presidente Meloni con senso di responsabilità ha invitato tutti a condannare con forza le violenze di piazza e a solidarizzare con le forze dell'ordine vittime di aggressioni ignobili. Ma dopo poche ore il sindaco di Milano ha puntato il dito proprio contro le forze di polizia che – secondo lui – sarebbero state in numero inadeguato per fronteggiare i tanti violenti in Piazza Duomo. È il solito riflesso naturale e istintivo di una certa sinistra radical chic che non riesce proprio a condannare i violenti senza qualche distinguo, sempre preferendo guardare a presunte responsabilità dello Stato e dei suoi rappresentanti", ha attaccato Piantedosi.

Il titolare del Viminale ha accusato il sindaco di voler spostare l'attenzione dai responsabili delle violenze. "La colpa sarebbe della Questura, del presunto numero insufficiente di poliziotti schierati, anziché di chi ha scelto di devastare la città e aggredire le forze dell'ordine. Rassicuro il sindaco: l'adeguatezza dei dispositivi di sicurezza viene sempre verificata a posteriori. Anche per prepararsi meglio alle sfide future, di fronte a fenomeni emergenti. Ma una cosa è valutare come prevenire meglio le violenze, un'altra è spostare l'attenzione da chi le commette", ha aggiunto.

"La responsabilità di chi usa la violenza non può essere diluita in una polemica sul numero dei poliziotti, un'operazione di mistificazione della realtà del tutto inaccettabile. In questa occasione e come sempre i poliziotti in piazza c'erano e hanno operato bene, evitando guai peggiori. Se hanno faticato a contenere i violenti, la ragione sta nel fatto che chi indossa la divisa ha delle regole di ingaggio, ha senso di responsabilità, cerca di minimizzare le criticità e reagisce utilizzando la forza pubblica solo quando è strettamente necessario", ha proseguito il ministro.

La replica di Sala non si è fatta attendere. "A Piantedosi che mi equipara alla ‘sinistra radical chic' dico che un po' di decenza non guasterebbe. Lavoro da 45 anni, anzi mi faccio un mazzo così da 45 anni, e non permetto a nessuno di dipingermi come uno snob sfaticato. Pensi a fare la sua parte e eviti gli attacchi personali", ha contrattaccato il primo cittadini. "Ricordandogli che ieri ho condannato in modo fermo i violenti che hanno messo a ferro e fuoco Milano gli dico che se lascia perdere le battute di cattivo gusto e intende lavorare insieme, io ci sono. Come sempre", ha concluso.

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