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Emergenza immigrazione
6 Novembre 2022
08:26

Sbarcati a Catania 144 migranti dalla Humanity 1: sono donne e bambini, gli uomini restano a bordo

Le autorità non sembrerebbero intenzionate a far sbarcare tutti i migranti a bordo della Humanity 1: nella notte sono state fatte scendere 155 persone, fragili, donne e bambini. Ma una trentina di uomini restano sulla nave.
A cura di Annalisa Girardi
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Dei 179 migranti soccorsi nel Mediterraneo dalla nave umanitaria Humanity 1, 144 (non 155 come si era inizialmente appreso) sono stati fatti sbarcare nella notte: si tratta di donne e bambini, mentre una trentina di uomini rimane ancora a bordo. Nella notte sarebbe quindi stata fatta una selezione, che ha permesso di sbarcare alle persone fragili, alle donne ai minori. Ma gli uomini in salute non sono scesi a terra. Il ministro dell'Interno, Matteo Piatedosi, in conferenza stampa aveva detto che l'Italia si sarebbe fatta carico solo delle situazioni di emergenza, ma avrebbe mandato via tutti gli altri. E così sta accadendo.

La nave umanitaria, appartenente alla Ong Sos Humanity battente bandiera tedesca, ha attraccato in Sicilia nella tarda serata di ieri, dopo diversi giorni in mare. Nonostante le fosse stato dato il permesso di arrivare a Catania, non le era stato assegnato il porto sicuro di sbarco, come solitamente avviene.

"Al momento ci sono circa 35  naufraghi ancora a bordo della Humanity 1 al porto di Catania, che le autorità italiane sembra non vogliano lasciar sbarcare: sono tutti uomini adulti, senza problemi medici", ha riferito la Ong, confermando quindi che al momento sarebbero stati lasciati scendere solo donne, minori e uomini con problemi di salute.

"Non sono io il capitano, non decido io, ma lasciare il porto di Catania se non dovessero sbarcare tutti i migranti che sono a bordo della nave sarebbe illegale, perché sono tutti profughi", ha aggiunto Petra Krischok, portavoce della Ong, parlando con i giornalisti sul molo. "I primi a sbarcare sono stati minorenni e bambini piccoli accompagnati dalle madri. I controlli sono ancora in corso, ma Catania non ci è stato assegnato come porto sicuro", ha aggiunto.

Nel frattempo il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha commentato in un'intervista al Corriere della Sera: "Si è deciso di dare assistenza sanitaria e accoglienza a chi ne ha bisogno e assistenza alla nave che riprenderà la sua rotta con gli altri a bordo. Non si è voluto accettare la sfida tribale di chi a disposto ad usare le persone per calpestare diritto, accordi e leggi".

E ancora: "Si sono coniugati umanità e fermezza non è accettabile che un Paese intervenga a gamba tesa sapendo che abbiamo ragione. Va difesa una posizione giusta senza sudditanza e senza giocare sulla vita di chi soffre. Si sta seguendo il trattato di Dublino. Se sei su una nave che batte bandiera tedesca, sei in Germania. Non capisco la meraviglia".

Non è chiaro, quindi, cosa accadrà alla ventina di richiedenti asilo a cui non è stato permesso sbarcare, dopo giorni e giorni in mare.

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