"Stiamo avviando una seconda fase, ma le piazze non le abbandoniamo. Anzi, dal 10 al 20 febbraio toccheremo tantissime città e faremo grandi manifestazioni a Roma (il 16), Napoli (il 18) e Lecce (il 19). Faremo una staffetta con Tina, la Sardina di 40 metri che abbiamo mostrato in piazza San Giovanni e che ha preso il nome dalla partigiana Costa. Perché per noi l’antifascismo è un tema fondante". Lo dice Mattia Santori, fra i fondatori della sardine, in un'intervista al Corriere della Sera, che respinge l'idea che la protesta spontanea possa essere in una fase calante.

Al presidio del movimento organizzato giovedì scorso a Scampia c'erano poche decine di persone, ma Santori non si scompone: "Lì era previsto l'arrivo di Salvini. Ma il leader della Lega ha poi cambiato idea e il presidio ha perso significato". Una volta chiusi i seggi alle elezioni regionali le sardine si erano affrettate a dichiarare che avrebbero fatto un passo indietro, e che non sarebbero andati in tv per commentare l'esito delle elezioni. Ma di certo non sono sparite dai dibattiti e non hanno intenzione di abbandonare le loro battaglie, in vista anche dell'incontro nazionale previsto a Scampia il 14 e 15 marzo"L'ipotesi è di dare vita ad una associazione con forte radicamento territoriale e una struttura di sintesi a livello nazionale. Io leader? Lo deciderà l'assemblea di Scampia". 

Le sardine avevano anche scritto una lettera aperta al presidente del Consiglio Conte per essere ricevuti. Missiva a cui il premier non ha risposto: "C'e attenzione e disponibilità, è stato solo un problema di agenda".

"La prossima settimana incontreremo a Roma i ministri Giuseppe Provenzano e Francesco Boccia e anche il premier Giuseppe Conte" aggiunge. "A Provenzano e Boccia chiederemo una riflessione sul progetto di autonomia differenziata. Rischia di penalizzare proprio le regioni del Sud". Santori racconta di essere stato contattato da politici "di ogni schieramento". "Anche leghisti? No ma a siamo stati contattati anche da partiti che non ci saremmo mai aspettati", spiega.

Per Santori le sardine sono "i partigiani del nuovo millennio". Sulla riforma della prescrizione però preferisce non esprimersi: "Può essere che io dia una risposta diversa da quella di Andrea o di Giulia o di Lorenzo. Ma questo non è un problema".