Il nuovo Dpcm, il primo di Mario Draghi, in cui sarà rivisto l'impianto di norme e restrizioni per frenare la diffusione del coronavirus (anche se in realtà non ci saranno grossi cambiamenti) sarà pubblicato oggi. Per Matteo Salvini, che tanto aveva criticato lo strumento durante il Conte bis, questo Dpcm dovrebbe essere l'ultimo. "Poi secondo me si deve tornare ai decreti legge e al Parlamento per affrontare l'emergenza", ha detto intervenendo a Non Stop News. E sul contenuto del nuovo provvedimento il leader della Lega non ha dubbi: si deve cominciare a parlare di riaperture. "Credo sia giusto definire un piano di riaperture graduali per tante realtà economiche e lavorative, penso ad esempio a cinema e teatri, in modo che entro marzo si possa iniziare a vedere la luce in fondo al tunnel", ha sottolineato.

Ora comunque la priorità è la campagna vaccinale. Sulla sostituzione di Domenico Arcuri come commissario straordinario per l'emergenza, a cui succede il generale Francesco Paolo Figliuolo, Salvini ha affermato: "Da italiano sono contento dopo mesi di ritardi, errori e mancata trasparenza. A gestire la logistica dell’emergenza ci sarà un Generale degli Alpini che ha grande esperienza in tal senso". Per poi insistere nuovamente affinché l'Italia, come sta già facendo San Marino, autorizzi il vaccino russo Sputnik: "La salute degli italiani precede qualsiasi ragionamento, ben venga l’aiuto di israeliani, americani, russi e degli amici di San Marino: perché no? Facciamo come altri Paesi, non aspettiamo per forza la Ue, ma organizziamoci anche per conto nostro".

La svolta europeista dell'ex ministro dell'Interno inizia così a mostrare tutti i suoi limiti. Salvini ha parlato di Ue anche in relazione ad altri due temi: immigrazione e appalti. "Visto che si parla tanto di Europa, allora si adotti il modello europeo sull’immigrazione e sulla normativa sul codice degli appalti con taglio radicale della burocrazia come per il ponte di Genova. L’Italia ha bisogno di tornare a correre", ha detto ancora. E, sempre sui migranti, ha concluso: "Occorrerà tornare a controllo legittimo dei confini. Ieri nella relazione in Parlamento dei Servizi di sicurezza si è parlato di presenza di infiltrazioni terroristiche tra chi è pronto a sbarcare. Si adotti politica di rigore, come in altri Paesi europei".