"Non vedo l'ora di andare nei tribunali". Così il leader della Lega, Matteo Salvini, nel corso di una conferenza stampa a Catanzaro, dove ha inaugurato la sede regionale del partito, rispondendo a una domanda sull'indagine nei suo confronti per i voli di Stato. Per 35 volte il segretario del Carroccio li avrebbe utilizzati in modo illegittimo. La vicenda era finita già sotto la lente della Corte dei Conti, che però non aveva riscontrato anomalie da un punto di vista erariale.

"Oggi ho scoperto che mi hanno indagato per i voli di Stato perché da ministro che si occupa di polizia e vigili del fuoco andavo a inaugurare le caserme usando gli aerei della polizia e dei vigili del fuoco. Vedi te che personaggio particolare che sono… ", ha affermato con ironia, osservando che "tutti i voli di Stato, e chiedetelo al capo della polizia e dei vigili del fuoco, erano utilizzati in giornate in cui c'erano presenze istituzionali in caserme, comandi dei vigili del fuoco, a Platì, a San Luca, Castelvolturno, da Nord a Sud, per motivi istituzionali. Punto. Non prendo il volo di Stato per andare in vacanza, quello lo faceva qualcun altro…".

Alla domanda di un giornalista che ha ricordato che uno dei voli al centro dell'indagine ha riguardato, a maggio scorso, uno spostamento di Salvini, in quel momento ministro dell'Interno, per raggiungere Catanzaro per un'iniziativa politica, Salvini ha risposto così: "Quel giorno sono andato a Platì a consegnare alla parrocchia un bene confiscato alla ‘ndrangheta che è diventato oratorio. Se – ha sostenuto il leader della Lega – il ministro dell'Interno, che deve lottare contro mafia, camorra e ‘ndrangheta, prende l'aereo della polizia per andare a consegnare, a una parrocchia di una comunità dimenticata dalla regione come Platì, una villa confiscata alla ‘ndrangheta e poi prima di tornare a Roma passa per Catanzaro, ha diritto di farlo o no?".

"Ho la querela di Carola Rakete, di Saviano, della sorella di Cucchi, ho un processo – ha sostenuto Salvini – per sequestro di persona, mi ha querelato la Ong dei centri sociali, abuso d'ufficio, diffamazione, istigazione all'odio razziale, vilipendio. L'unica cosa che mi dispiace, con i problemi che ha la giustizia italiana, è che si spendano migliaia e migliaia di euro per provare a processare Matteo Salvini quando magari c'è qualche ‘ndranghetista che passeggia per la Calabria, perché qualcuno questi soldi li sta spendendo. Però se mi chiamano vado, con il sorriso".